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Dolore dei Sassi

Si tratta di un testo composito e bene articolato architettonicamente nelle sue scansioni.

Il comune denominatore, il filo rosso che lega i componimenti, pare essere quello del dolore connesso al tema del male che serpeggia anche se in qualche caso ci sono aperture alla luce e alla speranza.

Il libro presenta una postfazione di Manuel Cohen esauriente e ricca di una notevole acribia.

Nel poemetto eponimo incontriamo una vaghezza magica e tragica, affabulante e nello stesso tempo surreale.

Brevi strofe scandiscono la sequenza detta in terza persona anche se sono inclusi i dialoghi tra i due amanti protagonisti.

Nodale è il punto in cui lui chiede a lei in una struggente intimità se avrebbe abortito se lui stesso non l’avrebbe fermata e lei risponde di sì.

Le figure sonno immerse in una natura numinosa e misteriosa con chiaroscuri morali e di luce.

Prevale un senso di morte perché la figlia dei due, la bambina appena nata si ammala, perde i capelli e muore.

E’ presente un forte pathos nella descrizione della gravidanza in versi armonici che sono veramente alti: Se la notte è assenza di luce / se la notte è davvero qualcosa / allora essa è lo scalciare che hai dentro.

Le atmosfere sono connotate da un forte onirismo purgatoriale e il lettore affondando nelle pagine prova forti emozioni pervaso da una luce a volte d’alba e in altri casa lunare.

La sequenza numerata Il dolore dei Sassi potrebbe assomigliare vagamente ad una sceneggiatura e tutto è pervaso da un alone di mistero tra luci e ombre kafkiane che si avvicendano.

C’è il tema della famiglia nucleare con padre madre e figlia e nei versi si respira una linearità dell’incanto, una stupita meraviglia intrisa di creaturalità.

La natura ha un ruolo importante nell’ordine del discorso e fa da sfondo interattivo per i personaggi.

Un tono assertivo a volte domina nei componimenti che spesso hanno tematiche tristi come l’anoressia e il fiore falciato.

Neo - lirica la poetica di Rosa Salvia e nei tessuti linguistici si avvicendano accensioni e spegnimenti,

Una ricognizione del dolore che sottende un riscatto e la poeta non si geme mai addosso nel trovare consapevolmente la catarsi nei versi.

Alta la composizione L’amore molesto che vede il rivolgersi dell’io – poetante ad un tu parlando di sentimenti.

Una forte introspezione connota il poiein di una raccolta che non passa inosservata che ha per tema la vita vissuta e che diviene nella materia magmatica un esercizio di conoscenza.

Recensione
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