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Furestér

Furestér è una raccolta di poesie, tra le poche nel panorama letterario odierno, scritta da due poetesse, Ornella Fiorini e Daniela Raimondi. Si viene a creare un rapporto interattivo tra le autrici nell’affrontare entrambe la tematica dell’emigrazione.

Il suddetto tema è attualmente al centro dell’attenzione massmediologica quando in Europa voci di politici molto contrastanti, alle quali si aggiunge quella autorevole di Papa Francesco, danno il loro parere, che spesso diviene decisione storica, sul tema dell’accoglienza dei derelitti, che come tutti sanno, partono disperati dall’Africa in guerra per trovare un’incerta salvezza in altre terre.

Qui è toccata soprattutto la tematica dell’emigrazione, connessa a quella del viaggio ad essa sottesa, a livello privato, descrivendo in versi le due scrittrici le loro esperienze di vita che le hanno portate lontano dai luoghi di nascita e che hanno profondamente segnato le loro esistenze.

Tutte le poesie sono scritte sia in dialetto che in italiano e, a rendere intrigante l’opera complessivamente, sono i brani di prosa di entrambe sempre sullo stesso tema e un CD allegato di canzoni della Fiorini, che è anche pittrice e cantautrice.

Deve quindi essere letto Furestér come un ipertesto nel quale trasversalmente s’incontrano le tre linee di codice.

Il testo presenta una presentazione di Franco Loi ricchissima di acribia che nella sua brevità espone le ragioni dell’opera.

Preliminarmente s’incontrano due note, una di Ornella Fiorini e una di Daniela Raimondi, che rendono il libro ancora più felicemente composito a livello architettonico.

Le poesie di entrambe le poetesse sono caratterizzate da narratività e chiarezza e possono essere definite tout-court come neo liriche.

Lasciare i luoghi di origine nell’infanzia è stata un’esperienza dolorosa ma nemmeno minimamente diviene occasione per gemersi addosso.

Come scrive la Raimondi qui prosa, poesia e musica si sono trasformate in un atto d’amore per le nostre origini: un atto d’amore per il Po, per le sue tradizioni e per la sua terra.

Anche il tema della natura è centrale quando, per esempio, la Fiorini scrive della sua casa senza luna, di un pezzo di cielo senza fortuna senza il profumo del fieno tagliato e dell’odore del mare.

Una certa comunanza di stili accomuna Daniela e Ornella che hanno in comune l’esprimersi leggero e nello stesso tempo icastico attraverso parole magiche dette con urgenza sempre raffinate e ben cesellate.

È detto l’argomento degli affetti familiari e delle generazioni che si susseguono incessantemente.

Il ritorno tramite ai versi al luogo natale diviene riattualizzazione del passato e mai inutile e sdolcinata nostalgia e ancora una volta la poesia svolge il suo ruolo salvifico.

Recensione
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