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Hai usato il suo corpo

La raccolta di racconti, che prendiamo in considerazione in questa sede, è caratterizzata da un raffinato erotismo che non cade mai nella volgarità della pornografia. Il mondo dei sensi, la sfera e l’immaginario della sensualità e della sessualità, in tutte le loro forme e le loro pratiche, sono presenti in questo volume, che è uno degli esiti più felici della produzione narrativa di Velio Carratoni.

Il libro è costituito da trentadue racconti brevi ed è molto compatto. La scrittura dell’autore, come nel recente romanzo Le grazie brune è elegante, tesa e icastica; si può senza ombra di dubbio affermare che Velio Carratoni sappia rendere felicemente sulla pagina, i suoi personaggi, soprattutto quelli, femminili, donne di tantissimi tipi, delle quali vengono delineate acutamente, l’individualità, connessa alla vita interiore fin nei profondi meandri, e il carattere, elementi che passano per il corpo, corpo che è l’unico mezzo, attraverso il quale, potersi dare alla realtà, al mondo, alla vita., al quotidiano.

Ci sono donne che tradiscono i loro mariti come nel racconto Verso le dieci del mattino, nel quale l’io-narrante è una casalinga, il cui marito fa il postino: in assenza del marito la donna ha rapporti in casa sua con il suo amante e tra le incombenze domestiche e la spesa, la donna ha modo di ricevere quotidianamente l’uomo ed avere con lui rapporti sessuali La donna descrive se stessa e la sua fisicità: dice di essere piccola (piccola come la sua casa) e di essere magra fino a rasentare la seccaggine., ma in possesso di carne, pur non essendo polposa.

C’è qualcosa che accomuna Velio Carratoni ad Alberto Moravia, ed è la tendenza a caratterizzare i propri personaggi attraverso la sessualità; peraltro, in questo, Carratoni si spinge più in là di Moravia che è più freddo, più asettico nelle sue raffigurazioni, anche se, spesso più violento. Leggendo Verso le dieci del mattino, in cui l’io-narrante è una donna, pare vagamente di ricordare le suggestioni dei racconti di Moravia di Un’altra vita, in cui le protagoniste sono tutte donne. Come ambientazione Moravia è più borghese, mentre in Carratoni incontriamo personaggi di più strati sociali. Le pagine erranti esprimono una mobilità accesa, dosata, dialettica, non vagabonda o vampira..

L’immediatezza, in questi racconti è un’illusione del sentimento, densa di vapori e segni teatralizzati dalla mente, ma le tracce di un’attenta e spietata femminilità didascalizzano effetti, descrivono l’insorgenza della sua cultura e insieme un certo crollo della fisica dissipazione (compresi la solitudine e il silenzio)… I codici della fiaba e del gioco, dei capricci e dei fatti umani, hanno in questi racconti la logica dell’equilibrio senza rischi o violenze pretestuali: il continuum letterario è rigenerato.

Recensione
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