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Il metro estensibile

Ivana Tanzi, l’autrice della raccolta di poesie, che prendiamo in considerazione in questa sede, è nata a Parma e vive a Milano; ha pubblicato due libri di versi, Un sasso un sogno ed altro e Stanze e distanze. Il metro estensibile non è scandito e presenta una struttura molto compatta.

Tra le caratteristiche salienti della scrittura di questo testo, riscontriamo sospensione e visionarietà; tutte le poesie della raccolta, che presentano diverse estensioni, presentano un titolo. Il versificare, il poiein di Ivana Tanzi, è sempre nitido e scorrevole ed è caratterizzato da uno stile elegante; inoltre va sottolineato che c’è una certa icasticità nella poesia di questo libro, che si coniuga ad una forte luminosità. È costante, in quasi tutte le composizioni della raccolta, un alternarsi di versi di diversa lunghezza e questa caratteristica riesce a infondere musicalità alle poesie e il ritmo è sempre incalzante e sincopato.

Il tessuto di queste poesie è caratterizzato da una forte leggerezza e levigatezza delle immagini che la poeta ci presenta. In molti componimenti non manca, inoltre, un senso di onirismo purgatoriale e di mistero, in contesti che potremmo definire venati da un certo neoorfismo. Tutte le composizioni sono ben risolte e compiute; a volte traspare, tra le righe, un senso di ironia ben stemperata, come nella poesia Il letto:-“/ Non metto il cappello sul letto / apposta / per onorare il detto / comune a tuo padre / e mio padre / che mai nella vita / si sono nemmeno sfiorati /-“; riscontriamo in questo testo una grande chiarezza, che è cifra distintiva di tutta la poesia di Ivana Tanzi; qui l’ironia è giocata sul tema della scaramanzia, per la quale mettere un cappello sul letto porta sfortuna; inoltre vengono evocate le figure dei padri che, come l’io-poetante evitavano di mettere il cappello sul letto, per cui questa credenza, nel contesto familiare viene storicizzata.

Il tema delle poesie è quello dei luoghi, che s’inverano in alcuni ben riusciti squarci paesaggistici come nella poesia Millenovecentosessantuno: - “/ Le montagne alle spalle /, le orgogliose Apuane avrebbero atteso / ancora quarant’anni / per fare i conti con un passato che a noi, adolescenti di allora appariva / remoto. Dei grani anni cinquanta / non tentava che qualche scampolo / di spiaggia libera con gli ombrelloni sparsi / ai confini del porto e la penisola. Dal nostro posto /…” -. Anche in questa poesia, in cui sono presenti minuziose descrizioni, viene evidenziato il senso del tempo, che passa inesorabilmente per le persone e con il quale devono fare i conti anche le Alpi Apuane.

La scrittura di Ivana Tanzi è nervosa e scattante. Alcune poesie hanno per argomento fatti di cronaca, avvenimenti sportivi o di costume. Incontriamo un componimento intitolata Undici luglio 1982, dedicato alla vittoria calcistica italiana ai Mondiali di Spagna. Un altro argomento di cronaca, affrontato dall’autrice è quello della nascita della Televisione del dolore, nel giugno del 1981, con la tragica vicenda del piccolo Alfredino, morto tragicamente in un pozzo artesiano a Vermicino, dopo una lunga e dolorosissima agonia: l’intento della poeta, nello scrivere questo componimento, non vuole essere quello di riportare meramente in versi un fatto di cronaca, ma è quello di voler stigmatizzare la nefasta influenza di un certo diffusissimo tipo di televisione, sull’immaginario collettivo e sui singoli, offendendo il senso del dolore attraverso la spettacolarizzazione di fatti tragici e dolorosissimi.

C’è una forte eterogeneità nei temi trattati dall’autrice, che vanno da quelli suddetti, a quello amoroso. A volte, attraverso immagini nitide, la poeta descrive scene di quotidianità come quando viene detto il pasto di una famiglia o nominata una lavatrice. È una poesia, quella di Ivana Tanzi, dominata da una grande chiarezza e da un tono narrativo e discorsivo, una poesia dal taglio narrativo, cosa rara nell’ambito della poesia contemporanea; non si tratta, comunque, assolutamente, di una poesia elementare. A volte le poesie della Tanzi hanno per tema una città, come quella dedicata a Venezia, che ha per tema il Ponte dei sospiri, dal quale prende il titolo.

È una poesia fresca e immediata, quella di Il metro estensibile, nella quale è piacevole immergersi, poesia caratterizzata da una polifonia di immagini, che si susseguono in modo incalzante, scene tutte sottese al dolore e a quello che è stato definito mal d’aurora. In qualche caso, la poesia di Il metro estensibile è caratterizzata da una forte tensione speculativa e si fa pensosa, come nella composizione Tre interrogati. Ci si può chiedere, ed è un fatto fondamentale, se la poesia di Ivana Tanzi possa definirsi lirica: la risposta non può essere univoca perché, in Il metro estensibile ci sono sicuramente componimenti che effondono l’animo della poetessa, mentre ce ne sono altri più pensati, intellettuali, che non possono definirsi lirici tout-court. In tutte le poesie c’è un certo nitore e una certa velocità nei versi e, questo è sicuramente un pregio, la poesia di Ivana Tanzi può definirsi originale e il testo è unitario e ben costruito architettonicamente.

Recensione
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