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Il segreto di L.M.

Il volume presenta una prefazione di Ivan Fedeli e una postfazione di Carmelo Consoli entrambe acute, sensibili e ben strutturate.

Da notare che tutti i componimenti sono centrati sulla pagina, elemento che ne accentua il ritmo e la musicalità e che tutte le poesie sono numerate e senza titolo fatto che ne accresce la compattezza nell’insieme.

Ogni composizione diviene la tessera musiva di un mosaico di parole più vasto e si crea una dialettica tra le parti e il tutto.

Da notare l’estrema chiarezza dei versi che fluiscono luminosi di strofa in strofa in uno sgorgare delle immagini le une dalle altre in un fluire che si potrebbe definire liberty.

Una vena assertiva ed epigrammatica connota non sempre le strofe producendo risultati intensi e sembra stabilmente serpeggiare il tema del tempo detto con urgenza attraverso le stagioni come la primavera o le ricorrenze come il Natale.

Anche un intenso naturalismo emerge spesso nei componimenti che rasentano talvolta la linearità dell’incanto.

Ed è ricorrente la presenza di un tu al quale l’io-poetante si rivolge tu che potrebbe essere l’amato presumibilmente: ti vedo meglio al buio / e sfioro i tuoi contorni / con gesti delicati e il poeta rivolgendosi a questa entità in un passaggio afferma che è un tempo di dolore con spilli conficcati nelle spalle quello senza di lui, quando anche la corporeità entra in scena.

E c’è un passaggio in cui le emozioni si fanno personificate e di deve salire su un nuovo treno per poterle raggiungere.

La cifra distintiva della poetica della Iacomino espressa in questo libro è quella di una vena neolirica tout-court nell’effondersi dell’io-poetante sulle pagine quando i versi decollano con urgenza per poi planare nelle chiuse.

Da notare che armoniche immagini in bianco e nero illustrano l’opera armonizzandosi con la sua incontrovertibile dolcezza.

La raccolta spesso nelle immagini rasenta l’idillio secondo una vena che potrebbe essere definita neoromantica.

Un senso di rêverie appare palese nel dipanarsi dei versi e colpisce la capacità della poetessa del meravigliarsi nei vari settori della vita specialmente nell’amore e nell’eros nonché dinanzi alla bellezza della natura.

Anche il senso della quotidianità emerge nel versificare di Rita come quando è detta una torta che profuma nel forno o l’atto di guardare la televisione in un’aurea che si fa intimismo domestico anche nella descrizione del risveglio quando in attesa del lavoro l’io – poetante si delizia tra lenzuola stropicciate e letto sfatto nel provare una vera gioia fisica.

Sembra d’intravedere anche il tema dell’epica del quotidiano in questi versi che sono rari nel nostro panorama per la loro essenzialità e chiarezza e anche per l’ottimismo che da essi trasuda che si fa canto per la vita.

Recensione
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