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Velio Carratoni è nato nel 1942 e risiede da sempre a Roma; nel 1971 ha fondato Fermenti, periodico a carattere culturale, informativo, attualità e costume, con annessa casa editrice, che tuttora dirige e che pubblica libri e romanzi e che ha in catalogo numerosissimi testi. In questo libro i vari aforismi penetrano, nelle loro stesure, a fondo nella sfera della sessualità maschile e soprattutto femminile, dandoci una rappresentazione dell'immaginario dell'erotismo che parte dalla pura genitalità, per incontrare poi una dimensione psicologica del sesso che può coniugarsi con l'amore, sesso che pure può divenire un'esperienza priva di sentimenti della natura dell'essere, anche se, ovviamente, il congiungimento carnale è sempre un momento forte dell'esperienza dell'essere umano, nel quale l'affettività, la magia della corporeità, la tenerezza, l'abbandono, l'intimità, si compenetrano e non rimangono mai isolati, mai divengono compartimenti stagni, anche nel caso estremo della prostituzione, anche per quelli che fanno uso di pornografia. Vengono in mente le belle e ironiche parole del filosofo Sgalambro scritte per una canzone di Gommalacca di Franco Battiato:"... faccio un autodafe dei miei innamoramenti voglio praticare il sesso senza sentimenti...".

Il testo è scandito in cinque sezioni dai titoli molto espliciti:– "il sesso è solo allegria?", "la recita nuda delle donne", "l'industria sessuale è la più redditizia", "l'amore comico", "la fabbrica del corpo" –. Già dai nomi delle sezioni possiamo individuare una grande focalizzazione dell'autore sul tema del sesso: leggendo i vari aforismi, di solito brevi, che variano dalle dimensioni di un rigo fino ad un'estensione maggiore, si nota un'ossessiva, allegra, perversa intenzione dell'autore di entrare nel tema della sessualità senza il minimo pudore, sessualità che è nello stesso tempo gioia e maledizione, che si sostanzia in descrizioni di situazioni erotiche molto chiare, nelle quali s'incontrano piani diversi delle possibilità umane. Per un altro romano, romanziere, perso troppo presto, il grande Alberto Moravia, il sesso era un dio, un'ossessione: Moravia diceva di utilizzarlo per caratterizzare i suoi personaggi; qui i limiti del discorso si amplificano, vedi le descrizione pornografiche, spudorate. Il sesso è il livello della struttura per il maschio e la femmina, non per niente la specie umana, tramite il sesso trova la sua continuazione fin dagli albori del tempo; il sesso è l'elemento che rende paritarie le situazioni degli esseri umani, perché può essere praticato dal povero e dal ricco, dal negro e dall'ebreo, dal selvaggio al miliardario e rimanere sempre esercizio di conoscenza attraverso lo scambio del piacere, degli odori, del sudore, dello sperma e del liquido vaginale, esperienza totale che trova la barriera del contraccettivo per non generare una vita.

Entrando nel merito più specifico degli aforismi di Carratoni possiamo darne un esempio tratto dalla sezione l'industria sessuale è la più redditizia: - "Se il denaro è lo sterco del demonio, la donna conservatrice di specie, più dell'uomo si crogiola con esso. E messa in palio è la giocata più ambita per rischiare. Anche per l'uomo, che in fuga vorrebbe raggiungerla, sia pure virtualmente": donna demonizzata, dunque, trattata secondo il meccanismo un po' anacronistico di un certo datato maschilismo che, però, nasconde anche un desiderio implicito della femmina e del corpo femminile. "Nulla è più necessario della superfluità della donna", incalza Carratoni in un altro aforisma che comunque è ironicamente cinico nei confronti della creatura femminile: "Chiapperia. L'immagine più mostrata ed osservata per una diva in erba, le natiche. Viste nelle caratteristiche più varie ed insolite. Purchè siano in evidenza e intraviste da tutte le parti: chi non ha natiche da mostrare, inizia male la sua attività". Effettivamente l'industria del sesso, insieme a quella delle armi, purtroppo, è la più redditizia di quelle del pianeta terra e, nell'immaginario collettivo, come è espresso dalla Psicologia delle comunicazioni di massa, il corpo femminile viene spesso parcellizzato, per esempio nei manifesti pubblicitari di indumenti femminili, di jeans, biancheria intima e altro; (oltretutto la simbologia sessuale è sempre presente nella pubblicità con oggetti che rispecchiano parti anatomiche del corpo femminile e anche maschile).

Interessante notare che, all'inizio del volume, ci sono degli aforismi sul tema della sessualità, tra cui quello di Antonio Gramsci tratto da Cronache teatrali, da Letteratura e vita nazionale: "In principio era il sesso... in principio era il vulvo...No, in principio era il sesso", parole che riecheggiano il Prologo giovanneo, a conferma del fatto che erotismo e misticismo si tocchino, siano gli anelli opposti di una catena perché alfa e omega del senso delle cose terrene e sublimi.

Carratoni con questo testo ci conferma il suo interesse per la sessualità esibita in tutte le sue forme attraverso il mezzo degli aforismi che ben si adattano a lanciare frecciate fulminanti sul tema della sessualità già investigata da Freud e da tanti altri studiosi e che, nel campo delle letteratura alta, trova la sua massima espressione per essere compresa, divenendo, appunto per il lettore, esercizio di conoscenza.

Recensione
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