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La Mosca di Milano 20 – maggio 2009
Desiderio e realtà

La Mosca di Milano, rivista semestrale di intrecci di poesia, arte e filosofia, giunta al suo dodicesimo anno di attività, può essere considerata una delle pubblicazioni italiane cartacee, attualmente tra le più prestigiose, tra quelle che si occupano di poesia. Il numero di questa rivista, che prendiamo in considerazione in questa sede, si apre con l’editoriale di Gabriela Fantato che ha per tema il rapporto, in letteratura, tra desiderio e realtà. In questo saggio ci si interroga sulla relazione tra forza desiderante e realtà, due categorie che, nella vita e nel pensiero, sono sovente viste come contrapposte.

Scrive Gabriela Fantato che è anche interessante confrontarsi con le tesi emerse nel recente volume di Daniele Piccini “La letteratura come desiderio, un viaggio nella poesia italiana” che, nel titolo stesso, pone la forza utopica del desiderio come centrale per la comprensione dei grandi maestri. Radicandosi nell’immaginario, la poesia dà voce al desiderio, slancio oltre il dato attuale, non per astrarsene, non per fantasticare, ma per “intensificare” la visione e la conoscenza del reale Questo dà vita a una poesia che si definisce realismo intensivo e che si ritiene oggi, caratterizzi alcune ricerche poetiche tra le più significative in Italia. La poesia nasce dalla vita, si alimenta di memoria e ha in sé una tensione desiderante, per questo è conoscenza. In questa direzione si è voluto sottolineare come desiderio e realtà non si contrappongano e vivano in relazione dinamica, dando vita a quel “pensiero sensuoso” che è la poesia, potremmo dire parafrasando T. S. Eliot. Nella sezione Disappunti e poesia troviamo il saggio di Marco Gatto intitolato Il desiderio utopico del materialista storico, a proposito di Composita solvantur di Franco Fortini.

La raccolta di Fortini uscì nel 1994, l’anno della morte del suo autore. Un anno oltremodo simbolico per quella società italiana che Franco Fortini aveva indagato, scandagliato e compreso lungo il corso della sua attività decennale di polemista e intellettuale. La fondazione di Forza Italia e la vittoria di Silvio Berlusconi alle elezioni politiche segnavano il tracollo della già sterile e varia democrazia italiana, dando vita ad un apparato di potere mediatico e trasversale capace di estendere il suo dominio sulla sinistra. Il postmoderno, acclamato dalla cultura neonicciana e neoheidegeriana, che nel nostro paese trovava numerosi seguaci e che aveva abitato anche le stanze del ribellismo giovanilista del 1977, riproponendosi impetuosamente nei nichilistici anni Ottanta, mostrava le sue possibilità di rappresentanza politica, il suo volto ideologicamente più connotato. Come ha mostrato Luperini, nella poesia di Fortini, la tensione allegorica verso un significato politico sostituisce il significato medesimo, come se il testo poetico fosse, a differenza di quello saggistico, la sede in cui meglio esplicare il momento utopico. Nella stessa sezione troviamo il saggio di Paolo Pellecchia intitolato Clemente Rebora, la poesia come strumento. In questo scritto viene analizzato un testo di Rebora, dal quale emerge l’invocazione quasi leopardiana, che il poeta rivolge a un preciso interlocutore, la musica.. Il poeta supplica l’invocata musica di “innamorare” l’animo del mendicante, di renderlo più vicino alla sua natura originaria.

La poesia viene così a rappresentare la suprema estrinsecazione del confronto-scontro che si sviluppa tra l’autore e il mondo. L’approdo della poesia e il suo esercizio sono intimamente legati al vivere e alla ricerca del suo significato; il canto diviene quindi un privilegio tremendo nonostante la sua intrinseca e radicale tensione al significato, non è possibile che tal privilegio raffiguri il termine ultimo dell’esistenza. Seguono il saggio Christa Woolf incontra Cassandra di Serafina Tarantini, La terra estensione dell’animo di Laura Cantelmo e La poesia e l’assoluto della memoria di Gabriela Fantato; la sezione si chiude con Desiderio e scrittura nel poema, colloquio tra Luigi Cannillo e Giancarlo Majorino. Segue la sezione Nel presente della poesia, Note sul viaggio poetico di Mauro Ferrari di Rinaldo Caddeo, Il cantare della vita di Alessandra Pagnardi e Note sulla poesia di Mauro Germani, di Filippo Ravizza.

Nella sezione L’intervento troviamo lo scritto Per una nuova narrazione del mondo, L’utopia oggi come ricerca di senso a livello collettivo di Gabriele Favagrossa, lo scritto Nel labirinto del desiderio di Davide Morelli, Il sogno spezzato di Quinto Chiantia, Storia e utopia di Riccardo Ferrazzi; in questo composito numero di questa rivista nella sezione Del tradurre troviamo la traduzione di Giona Tuccini di Sylvia Plath e la traduzione di Alesandro Zoca di Vera Pavlova. Tra i poeti della sezione L’autore incontriamo tra gli altri Guglielmo Aprile e Cristina Sparagno. Seguono la sezione Raccontando e quella dedicata alle recensioni Macroscopia. Articolato e complesso, dunque, questo numero di La Mosca di Milano, i cui contributi sono sempre caratterizzati da una grande qualità.

Recensione
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