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La scomparsa

Vincenzo Moretti, autore de La scomparsa, raccolta di racconti costituita da quello eponimo lungo e da vari altri, questi ultimi racchiusi nella sezione Incubi e succubi, è nato a Casale Monferrato nel 1947. Ora vive tra Sardegna e Piemonte. Ha pubblicato studi sulla letteratura italiana moderna e contemporanea e tre raccolte di versi.

L’opera di narrativa è apparsa nella collana Le impronte della Puntoacapo, che è una collana di lavori di spiccato interesse locale, che presenta Autori particolarmente legati al territorio dell’alessandrino e zone limitrofe.

In La scomparsa che è suddiviso nelle seguenti parti, L’acquarietta, Coccole e La scomparsa, l’io - narrante protagonista è da anni un professore associato di Filosofia Antica all’Università Macroregionale di Asbestia, il capoluogo dell’Esondia, dove vive e abita (i luoghi di fantasia rinviano alla bella città di Casale Monferrato, martirizzata dalle vittime della mortale lavorazione dell’asbesto e più volte danneggiata dalle frequenti inondazioni del Po). Il personaggio è sposato con una donna sulla cinquantina che è Vice Direttore all’Archiginnasio, la scuola più severa e prestigiosa della città.

Nella scrittura del Nostro serpeggia una vena d’inquietudine e le atmosfere sono vagamente kafkiane, sempre in bilico tra surrealtà e iperrealismo e si realizzano su uno sfondo morale di onirismo purgatoriale.

Da notare che, nella parte iniziale de La scomparsa, il protagonista ha degli incubi notturni i cui contenuti, le cui trame, sono quelli di alcuni dei racconti di Incubi e succubi, come quello del professore che si perde nella sua città, quello che narra di fantasmi di convitati e di tacchini e quello di una povera prostituta assalita da un Golem. Quindi, nel disegno globale, c’è una circolarità, un gioco di rimandi, una composita struttura architettonica.

Si deve sottolineare che Moretti sovente affronta in questo libro il tema del male e usa, a volte, nello stesso racconto, il procedimento del passaggio dalla prima persona narrante alla terza e viceversa.

Lo stesso tema del male, che già si rivela spesso nell’aggressività tra i coniugi protagonisti del racconto lungo, nel loro menage quotidiano, si evince particolarmente in Mini, uno dei racconti brevi della sezione Incubi e succubi, dove un fidanzato uccide per gelosia la fidanzata sparandola e poi decide di togliersi la vita, pur senza riuscirci.

Tornando a La scomparsa, bisogna sottolineare che, in questo scritto, l’io-narrante, attraverso il suo flusso di coscienza, che lo rivela come una personalità complessa e tormentata, nella narrazione particolareggiata e raffinata, può apparire come un feticista del quotidiano, sempre attento ad ogni sua intima sensazione fisica o psichica rispetto a quello che lo circonda, alla realtà esterna.

Si può considerare un borghese benestante, proprietario di una bella villa sul mare ricca di comfort. Il tema saliente è quello del suo rapporto con la moglie, dalla quale sospetta di essere tradito.

Il punto nodale si realizza nella sezione Giornata seconda, quando nella quotidianità mattutina di una sosta al bar per un caffè, il marito, approfittando di una pur breve assenza della moglie fruga nella sua borsa e trova il cellulare, va sulla sezione “chiamare ricevute/inviate” e trova la telefonata sospetta di una certa Marika.

Il protagonista compone il numero ma, dall’altra parte, risponde una voce virile che, sentendo l’accento dell’uomo, interrompe la conversazione. Poi il professore esamina gli SMS sullo stesso telefonino e trova quello che mai avrebbe voluto leggere, un appuntamento di Marika, con la moglie al solito posto alle sei.

Al ritorno della moglie il marito dissimula la sua gelosia e si finge, anche se nervosamente, addirittura ilare e canticchia e abbraccia la moglie, quasi per gioco. La consorte lo redarguisce dicendo che così, davanti a tutti, fanno spettacolo. Poi i due si salutano.

Quando di sera la moglie torna a casa l’uomo, in preda alla gelosia, anche perché ha bevuto troppo vino, rinfaccia alla consorte i suoi sospetti sull’adulterio. Ne nasce una furibonda lite e la moglie non va a dormire nel letto coniugale.

Il mattino successivo il protagonista non trova nell’abitazione la donna e inizia a cercarla recandosi prima sulla spiaggia adiacente alla villa e poi alla scuola dove lei lavora.

Poi, tornato a casa, dopo un inutile giro di telefonate, trova sul tavolo della compagna un giornale aperto non a caso in una pagina dove è pubblicizzata un’agenzia investigativa chiamata Socrate: questo è un punto del plot ambiguo e intrigante nell’affabulazione perché sembrerebbe, apparentemente, che la donna stessa abbia lasciato apposta il giornale con quella inserzione visibile, per instradare il marito sulle sue tracce, fatto misterioso e incomprensibile nella sua paradossalità…

Il giorno dopo l’uomo si reca all’Agenzia Socrate per fare luce sulla vicenda e, dopo aver parcheggiato scorge un’affascinante ragazza ben vestita, che scende elegantemente dall’auto. Le chiede se sa a che ora aprono alla “Socrate” e lei risponde che sta per aprire l’ufficio. Salgono nella sede dell’agenzia al primo piano e il professore rimane estasiato dalla bellezza e sensualità della giovane che subito diviene per lui oggetto di fantasie sessuali.

Lascia il PC e il cellulare della moglie sulla scrivania della ragazza e chiede a Lucrezia se Socrate potrà interessarsi del suo caso, rivelandole il particolare del giornale lasciato aperto dalla moglie proprio nel punto della propaganda della “Socrate”.

L’Agenzia investigherà e il lettore scoprirà che…

Recensione
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