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Le Muse

Bimestrale per il mondo dell’arte e della cultura

Anno XIX
ottobre 2019

Le Muse è una rivista d’arte e cultura cartacea fondata da Paolo Borruto e Maria Teresa Liuzzo diciannove anni fa e quindi può considerarsi storica nel nostro panorama letterario, scenario nel quale molte riviste di questo genere chiudono i battenti dopo poco o pochissimo tempo dai loro inizi.

Le Muse è organo ufficiale dell’Ass.ne Lirico – Drammatica Arte e Cultura Pasquale Benindende.

Maria Teresa Liuzzo ricopre i ruoli di Editore, Direttore Responsabile e Direttore Pubbliche Relazioni.

I vicedirettori sono Davide Borruto e Stefano Mangione e lo stesso Borruto è Direttore della Redazione e gestisce i rapporti con gli Istituti Culturali.

Molto nutrito il Comitato Letterario di Redazione del quale ha fatto parte la figura di spicco di Giorgio Bárberi Squarotti.

Le Muse annovera Corrispondenti Esteri in Romania, Spagna, U.S.A. e Argentina.

La Direzione e l’Amministrazione di Le Muse sono a Ravagnese di Reggio Calabria e tra le riviste artistiche stampate del Meridione, quella che prendiamo in considerazione in questa sede, può considerarsi una delle più serie ed eclettiche.

Ricchissimo il sommario che presenta l’Editoriale di Davide Borruto.

Interessante la rubrica Gli Aforismi di Antonio Martone.

Seguono parti dedicate a poesie di poeti dei quali spesso sono inserite le fotografie e sezioni che contengono poesie di poeti italiani celebrati all’estero come Delma Cigarini tradotta in lingua albanese.

In Autori del Terzo Millannio il personaggio del mese è Nino Nemo, scrittore, poeta, letterato e operatore culturale, cavaliere, senatore, accademico dei micenei del quale è pubblicata la foto a colori in copertina.

Nel bimestrale s’incontrano saggi e recensioni di notevole livello e la sezione Osservatorio Internazionale include la Rubrica Nuovo Circolo Ermeneutico.

In chiusura Libri in Vetrina e a colloquio con i lettori di tutto un po’.

Una lettura impegnata, un caleidoscopio di articoli e testi poetici connotati dal comune denominatore della qualità a dimostrazione che ancora una volta scommettere sulla poesia e l’arte in generale con espressioni cartacee si rivela una scelta vincente per i valori dell’essere che sono ancora in piedi in un mondo dominato dalla mentalità dell’avere.

Un’immersione tout-court nella bellezza che supera di gran lunga la mentalità del mero apparire.

Recensione
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