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L’ostensione della Sindone (Poesie 2010 – 2015)

Nicola Baronti, l’autore del libro di poesia, che prendiamo in considerazione in questa sede, è nato nel 1963 a Vinci (FI). Ha pubblicato varie raccolte poetiche e testi di altro genere. L’ostensione della Sindone è un’opera molto composita a livello architettonico.

Infatti è scandita in quattro sezioni, differenziate tra loro e, nella prima di queste, è inserita la sequenza La fila perenne, scritta con caratteri molto piccoli, che presenta versi di lunghezza regolare, centrati sulla pagina.

I nomi delle parti, che costituiscono la raccolta, sono: Il canto di Tommaso, Contrappello, Piazza Castello e Calvari toscani (2013 – 2015).

Spesso il tono usato dall’autore è affabulante e quasi narrativo e, costantemente, si riscontrano chiarezza nitore leggerezza e luminosità nel dettato.

La cifra distintiva, espressa da Baronti, consiste in un afflato mistico che permea i versi, che si risolve nella rappresentazione di un Dio immanente, che trova il suo simbolo nella Sacra Sindone, che è la protagonista dell’opera.

Si rincontra, in tutta la stesura, il senso del mistero davanti al sacro, che viene calato nella quotidianità.

Tutti i versi sono connotati da grande bellezza, la forma è elegante e si riscontra una grande sicurezza nel poiein.

Attraverso la poesia la Sindone diviene “il libro” in cui leggere la venuta di Cristo nella Storia.

Molte descrizioni riguardano situazioni che avvengono nella normalità della vita.

Nel componimento iniziale, attraverso immagini raffinate e ben cesellate, vengono detti osservatori della stessa Sindone di varie appartenenze religiose, come le badanti ortodosse e i confuciani dell’attimo fuggente (oltre naturalmente ai cattolici).

Quanto suddetto è un elemento molto interessante perché crea una coerente coesione tra i vari tipi di esponenti delle religioni, forme tra loro diversissime, nella ricerca del sovrasensibile, ma tutte accomunate dalla stessa sete di qualcosa che vada oltre la mera materialità.

A questo proposito va ricordata la fondazione della Giornata mondiale delle religioni, istituita da Giovanni Paolo II, che si tiene ad Assisi, e che ha lo scopo di fare ritrovare fratellanza e pace attraverso il dialogo tra i praticanti delle varie religioni stesse.

L’io poetante si pone nei confronti della realtà in modo critico e attento, nel tentativo riuscito del captarne l’essenza e farne poesia.

L’ostensione della Sindone, anche per l’argomento trattato, quello della messa in mostra della Sindone stessa, è un’opera caratterizzata da magia e sospensione.

La poetica di Nicola risente di una spiritualità sincera, senza ipocrisie o mediazioni nei riguardi di una ricerca dell’assoluto e del trascendente.

Un approccio positivo alla vita, quello che si legge nei versi di Baronti, sotteso ad una forma di religiosità felice e disincantata.

Recensione
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