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Nove pazzi facili

Il moldavo Antòn Pasterius, si trasferisce giovanissimo in Francia dove svilupperà i suoi polimorfi interessi. Dal 2007 pubblica la raccolta poetica, L’amore dentro. L’immagine in copertina è dell’Autore. Altre sillogi poetiche di Pasterius sono inserite in varie antologie. Nel 2009 esce il romanzo L’attesa e l’ascolto. L’attività irriverente del poeta – aforista trova la sua concretizzazione in Parole lesse e connesse, 2012. Nel 2013 è uscito 3 d’union, nel quale l’A si è aggiunto con un gruppo di poesie e due racconti a Luciana Riommi e Giovanni Baldaccini, dando vita a un testo particolarmente suggestivo. Il titolo più recente è il romanzo Le vicissitudini della libertà, 2015. Tutti i volumi elencati sono stati pubblicati dalla Fermenti Editrice di Roma. Ha scritto anche per il cinema e per il teatro, svolgendo in parallelo un’intensa attività nell’ambito dell’arte figurativa.

Nove pazzi facili è una raccolta di racconti tradotta dal francese da Antonino Lo Cascio, che ha curato anche le note per ogni testo. Il libro si avvale di una presentazione di Paolo Guzzi. acuta ed esauriente, intitolata L’erotismo mentale di Pasterius.

A partire dal nome del libro possiamo renderci conto dell’ironia che lo pervade costantemente. Infatti Nove pazzi facili è una parafrasi di Nove pezzi facili, che potrebbe essere una frase comune per individuare un qualsiasi scritto che si occupi di argomenti leggeri, almeno tali in apparenza. Nei nove racconti il tema dominante è quello dell’erotismo, della sessualità, elementi che servono a caratterizzare la galleria dei vari personaggi maschili e femminili protagonisti anche delle figure secondarie nelle varie diegesi.

I racconti, che sono alcune volte in prima o in terza persona, hanno una nota di surrealtà che va di pari passo con l’umorismo raffinato. Sono inoltre spesso connotati da un andamento teatrale e, a questo proposito, è doveroso ricordare che Antòn è anche uno sceneggiatore, capace di produrre testi di un genere divertente e a tratti ludico e, attraverso i comportamenti e i flussi di coscienza dei tipi rappresentati, realizza uno scavo interiore, approfondendo le varie psicologie.

La sessualità espressa è sempre giocosa, presentata sotto le più svariate forme e manifestazioni, dall’autoerotismo al sesso orale, dal pissing agli amplessi in tutte le posizioni, dal voyeurismo all’esibizionismo, al lesbismo.

Pasterius riesce a realizzare un’epica del piacere dei sensi con una scrittura densa nella sua narrazione, elegante, raffinata, ben cesellata e controllata. Come afferma Paolo Guzzi nella sua nota, il Nostro vive il sesso padroneggiandolo senza farsi dominare. Così, dopo averlo descritto nei particolari più intimi, produce un ragionamento che non è pornografia e la donna diviene metaforicamente un testo da leggere in continuazione.

Il punto nodale, l’idea che tende a svelare il progetto dell’artista, vengono delineate nel racconto intitolato Il pazzo facile. In esso si fa una distinzione etica tra pazzi facili e pazzi difficili, parallela a quella tra nevrosi e psicosi. Secondo l’autore i pazzi difficili sono quelli che uccidono (uno o più volte), o quelli che lo fanno di mestiere – bracconieri, delinquenti doc, boia, forze di sicurezza, esercito, aviazione e marina. Da quanto suddetto si può presumere anche un ideale pacifista dello scrittore.

I pazzi facili, al contrario, anzitutto non uccidono, poi posseggono una logica accettabile e comunque discretamente comprensibile e sono genericamente persone perbene.

Viene spontaneo intuire che le figure che agiscono nei racconti, per la loro carica trasgressiva, per il loro uscire dalle righe e dalle regole della morale comune e spesso ipocrita, possono tout-court considerarsi pazzi facili, per il loro aderire a quella che vagamente può essere definita una pazzia erasmiana, una santa follia.

Come nel romanzo Le vicissitudini della libertà il materiale clinico, che fa da spunto, da retroscena per i racconti, è stato fornito ad Antòn dal suo Agente per l’Italia.

Le personalità prodotte con inesausta creatività e fantasia sono varie ed eterogenee: tra le donne si va dalla spregiudicata e professionale Florette, che lavora all’Istituto Pasteur, come prelevatrice di liquido seminale per l’analisi della fertilità in Capriccio, alle ragazze Gosha e Magnolia alla ricerca della felicità dei sensi in un modo più tenero, pur nella loro forte eterodossia.

I racconti hanno anche un taglio intellettualistico come La vita indiretta: il cinema, nel quale vengono citati i film della storia del cinema, che hanno trattato il sesso Di essi viene fornito l’anno di uscita, il nome del regista e una breve descrizione della trama e dei contenuti. Nella narrazione si passa alla descrizione di situazioni scabrose che avvengono in una sala cinematografica.

Pasterius, da maestro dell’affabulazione, domina la sua materia con gli strumenti della sua officina, producendo un pastiche in nove episodi, nei quali, sottesi alla sessualità nelle sue varie modalità, vengono trattati temi essenziali della nostra contemporaneità.

Recensione
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