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Passaggi curvi. Poesie non euclidee

Gianfranco Isetta è nato a Castelnuovo Scrivia (Alessandria) nel 1949; ha pubblicato numerose raccolte di poesia e ha vinto vari premi.

Passaggi curvi, il libro del Nostro che prendiamo in considerazione in questa sede, è un’opera di notevole estensione, ben strutturata architettonicamente. La raccolta è costituita dalle seguenti sezioni: Universi e geometrie, Del tempo, Il caso, Il senso e Dell’amore.

La definizione che, nel sottotitolo, il poeta dà al testo, ci fa comprendere i suoi intenti di non voler scrivere poesie razionali o rigorose.

Se la poesia nasce generalmente, da quello che gli psicoanalisti chiamano inconscio, la precisazione di Isetta accentua e mette in luce la forza di questo assunto.

In un panorama letterario in cui dominano raccolte pervase da una grande oscurità, tra neo orfismi e sperimentalismi vari, la voce di Isetta è caratterizzata (e in questo senso va controcorrente), da una forte chiarezza del suo dettato, costituito da versi luminosi e fluidi. Si potrebbe definire, per certi versi, la poetica di questo autore neolirica per l’effondersi del suo animo in ogni singola poesia, nella stabile ricerca dell’idillio e della pace.

Un tema dominante pare essere quello della transitorietà di tutto e della morte dell’individuo, anche se inserito in una natura idilliaca e luminosa. A quello suddetto è collegato il tema del sacro che si realizza proprio attraverso l’urgenza del dirsi della parola.

Cifra essenziale che caratterizza tutte le poesie di questa raccolta è quella di un io – poetante molto autocentrato, che, nel suo librarsi sulla pagina, si collega fortemente alla corporeità dell’autore, come se il corpo fosse il simulacro che contiene l’anima del poeta e come se il poeta avvertisse molto fortemente questo.

Si potrebbe perciò parlare di mistica corporea secondo quello che affermano alcune religioni. C’è anche il tema della fusione panteistica con la realtà, quando Isetta, per superare la finitezza, si rallegra di esser parte del tutto.

Sia che si trovi sotto un cielo incantevole, sia che si trovi in casa nell’esplorare la sua libreria con la finezza della mente, il poeta è fortemente conscio di essere, per dirla con Mario Luzi, sotto specie umana.

Anche il tema della memoria, vissuta non come nostalgia, ma come riattualizzazione di un passato lontano per riviverlo, è presente in Paesaggi curvi, che può essere letto tout-court come un esercizio di conoscenza.

Recensione
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