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Pianeti sotterranei

Lorenzo Vespoli (Casale Monferrato, 1996) è studente di Lettere Classiche presso l’Università di Genova e coltiva da sempre la passione per la poesia e per la scrittura. Nel 2012 ha conseguito l’attestato di merito al Concorso “Voci per la Poesia” presso il Liceo Peano di Tortona, classificandosi al terzo posto, con la pubblicazione dell’opera Astralia. Nel 2013 ha conseguito la Menzione di Merito al V Concorso Nazionale di poesia “Città di Acqui Terme” con l’opera Il viandante dei crocevia; nel 2015 ha conseguito il secondo premio al concorso nazionale di filosofia “Premio Ezio Garuzzo 2015” e nel 2016 ha partecipato al concorso indetto dalla XVIII Biennale di Poesia di Alessandria classificandosi tra i vincitori.

Pianeti sotterranei, il libro del Nostro che prendiamo in considerazione in questa sede, è la sua opera prima e presenta una postfazione di Emanuele Spano sensibile e ricca di acribia.

L’opera, composita e articolata architettonicamente, è scandita nelle seguenti sezioni: Sperimentazioni (I-XIV), Citazioni, Pianeti sotterranei (I-XIV), Somnia (I-X), Reverie (I-XIV).

Tutti i componimenti sono privi di titolo; sono numerati ad esclusione di quelli della sezione Citazioni che sono preceduti da versi di vari poeti storici come Rilke e Borges.

A volte i contenuti delle poesie della suddetta sezione sono connotati dalla presenza in essi di versi attinenti alla figura del poeta citato. Non a caso l’ultima strofa della poesia con la citazione di Borges è questa:- “… / Il volto dietro il volto della moneta / di uno scrittore di Buenos Aires. / Puoi rileggere ogni cosa, / se parti da qui è uguale: è l’inizio /”.

È caratteristica dominante dei testi di Vespoli una fortissima concentrazione semantica che si traduce in fortissime dosi d’ipersegno come emerge da questi quattro versi.

I tessuti linguistici sfiorano l’alogico e sono spesso espressione di un inconscio controllato che riaffiora con grazia e maestria dal silenzio manifestandosi nella parola detta sempre con urgenza.

Viene da chiedersi il perché del titolo Pianeti sotterranei e la risposta a tale domanda potrebbe ritrovarsi in una suggestiva concezione dell’autore relativa ad un’ispirazione che viene dal profondo simboleggiata dai pianeti stessi che, capovolgendo la situazione cosmica, si trovano sottoterra.

La traiettoria è quella di un poiein icastico del tutto antilirico e anti elegiaco frutto di un lavoro di sperimentazione personalissima da parte dell’autore che si traduce in un gioco di specchi nel quale le immagini riflesse sono spesso espressione di stati d’animo e di sentimenti.

Il poeta riesce ad evocare atmosfere misteriose e magiche a volte surreali e visionarie manifestazione di una forte e avvertita coscienza letteraria e non manca una dose di amara ironia che a volte serpeggia nei versi scattanti e luminosi.

Non mancano i componimenti amorosi nei quali si esprime un eros numinoso e gridato espressione dell’abbandono totale nell’amplesso, quello che ha provato ogni persona nell’atto amoroso ma che solo il poeta può tradurre in parole

Si delineano accensioni e spegnimenti subitanei e talvolta è pronunciato un senso del sacro che ha qualcosa di blasfemo ma che è sempre espressione di una tensione e ha un afflato naturalistico.

Espressione di uno scavo interiore ed esteriore quello di Vespoli e i versi sgorgano sul confine tra le due zone.

Recensione
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