Servizi
Contatti

Eventi


Polvere di stelle – Polvere di foglie

Pierangela Rossi (Gallarate 1956) vive a Milano, dove svolge attività di critica poetica per il quotidiano Avvenire. Ha pubblicato numerose raccolte e plaquette di poesia.

Il libro di poesia della Rossi, che prendiamo in considerazione in questa sede, presenta una prefazione di Pier Damiano Ori esauriente e ricca di acribia nel delineare le coordinate del testo.

La raccolta, pur essendo scandita in tre parti numerate, è connotata da una forte unitarietà stilistica e contenutistica per la qual cosa potrebbe essere considerata un poemetto.

I componimenti che la costituiscono sono nella stragrande maggioranza dei casi brevi, compatti e senza titolo.

Quasi sempre i singoli versi iniziano con la lettera maiuscola, elemento che ne accresce l’icasticità dei dettati e i sintagmi nel creare le immagini procedono per accumulo e le raffigurazioni sembrano emergere le une dalle altre.

Suggestivo e intrigante il titolo e la polvere di stelle e quella di foglie divengono simboli l’una della luce frazionata forse in fotoni, ma sempre protesa ad un misticismo naturalistico e l’altra di un residuo vegetale secco, di qualcosa che ha un carattere molto terrestre.

Particolarmente bella la poesia nella quale si parla delle due varietà di polveri e veramente suggestiva a partire dall’incipit. - “Stamane polvere di stelle/ sui terrazzi impigliata/.” -.

Centrale il componimento iniziale che si può considerare una breve dichiarazione di poetica in versi che fa venire in mente l’assunto di Rimbaud che affermava che il poeta è un veggente quando la poetessa dice con urgenza che i poeti hanno accesso ad altri stati di coscienza.

Pierangela Rossi realizza una poetica descrittiva nella quale pare esserci il riflesso dell’io – poetante nel suo ripiegarsi su sè stesso.

Un senso di vaga magia sembra essere il filo rosso che lega le varie composizioni sottese ad una dizione precisa per la quale ogni singola unità minima si ritrova ad essere precisamente incastonata sulla pagina e le poesie hanno spesso una valenza programmatica e assertiva.

In un passaggio molto intenso sono dette le parole di un tu nel loro fiorire di bellezza.

Un’aurea d’incontrovertibile fascino pervade i componimenti luminosi, veloci e leggeri e al lettore pare di affondare nelle pagine colpito da grandi emozioni per la densità metaforica, semantica e sinestesica dei dettati.

Prevale l’eleganza formale nei versi raffinati e ben cesellati.

A partire dalla raccolta Le avventure di un corpo – anima la Rossi fa propria nel suo poiein un’idea di ottimismo e la corporeità anche qui diviene il viatico per arrivare ad una forma di poesia che proprio dalla fisicità compie lo scatto e lo scarto memoriale a livello ontologico nel tradursi in una parola cristallina.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza