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Sotteso azzurro

Prologo

Chiostra di monti azzurri
intravisti fantasmi diurni
dall’altana nella villa di Mirta
tra panni stesi ad asciugare
nella continuazione della vita
e ancora una lacrima non
l’ultima per Mirta suicida
a 44 anni, liquido a scendere
dagli occhi perché Mirta
era amica e mi manca e

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sotteso azzurro è questo cielo
di trasparente carta velina
ad agglutinarsi alla memoria
quasi si potesse recuperare,
fotocopiare la gioia della
presenza di Mirta quando
maliziosa danzava il flamenco
e tutto è pari a sé come
se il silenzio nella pineta
e la pace del lago potessero
esistere a portata di mano
di un tiro di sasso a rimbalzare
piatta pietra sull’acqua
come da adolescenti e

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vengono i morti e gli angeli
nel sotteso azzurro che è la meta
del cuore e dell’anima
sotteso azzurro spazio di pace
per l’anima e tutto è pari a sé
come quando Mirta mi parlava
degli amanti uomini sposati
a possederla e Santa Mirta
si festeggia a Ognissanti e

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parole libere di volare anche
in assenza di azzurrità
e tutto è pari a sé nell’anima
nel trasmigrare il pensiero
che non rimane chiuso
qui e naviga come su internet
o in un jet dove ci sono i figli
che non sono del peccato. E
svestite memorie di Mirta
quando quattro occhi
i miei e i suoi guardavano
il sotteso azzurro e Mirta
ed io eravamo felici
come a cena o a pranzo
o in auto a dividere un gelato e

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a poco a poco s’insinua
il felice presagio nelle pieghe
della mente e si è lieti
e il motivo è l’amore
nonché le fragole dell’amicizia
per Mirta e pace di notte occidentale
dove eravamo già stati
Mirta ed io il Parco Virgiliano
e Napoli ancora esiste e

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salvezza nel sotteso azzurro
zona protetta dagli angeli i morti
e i figli mai nati.
S’inalvea nel Mediterraneo
un fiume di gioia grandiosa
e sul suo bordo ho acceso
un cero per Mirta.

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