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Stazioni di posta

Loris Maria Marchetti (Villafranca Sabaudia 1945) ha all’attivo una ventina di opere poetiche, spesso premiate, due volumi di racconti, un romanzo breve e alcune raccolte di elzeviri e prose varie. Ha curato l’edizione di opere di Pascoli (Marietti, 1976), di Nievo (Utet, 2006) e (con traduzione e commento) di una scelta del Musicae Compendium di Decartes (in Opere filosofiche, I, Utet, 1994). Collaboratore di “Lettere Italiane”, “Nuova Antologia”, “Sigma”, “Prometeo”, “L’altra Europa”, “Lunarionuovo”, “Margo”, “Schema”, “Astolfo”, “La clessidra”, “Issimo”, “Rassegna Musicale Curci”, “L’Umanità”, “Il nostro tempo”, ecc.

Stazioni di posta, la raccolta di poesie di Loris Maria Marchetti che prendiamo in considerazione in questa sede, è un libro composito a livello architettonico nelle sue sei scansioni numerate intitolate: Séguiti, Fatti di Eros (e Psyche), Alice sempre attuale, Altri séguiti, Connivenze convergenze e Sensi obbligati e conti improrogabili, sezioni seguite da Note.

Il titolo del volume farebbe pensare all’intento dell’autore intuibile poeticamente di volere mandare in varie ripartizioni delle missive al lettore sotto forma di componimenti poetici, idea in sé stessa molto suggestiva.

Il poeta, a livello eidetico, al posto di lanciare nelle acque marine la bottiglia con il messaggio, usa la suggestiva metafora della poesia come lettera inviata ai fruitori del suo testo.

Attraverso un poiein sotteso a strumenti scaltriti, una vasta cultura e una notevole sensibilità empatica, Marchetti crea in tutta la continuità dell’opera immagini cariche di magia e di rara e condensata bellezza.

Si ha l’impressione di affondare nella pagina attraverso la lettura di queste composizioni che sono icastiche, dense e tuttavia leggere.

Non si può definire tout-court lirica la scrittura del Nostro anche se, talvolta, specialmente nelle descrizioni di una natura sempre molto rarefatta, i versi creano immagini con accensioni fulminanti che rasentano addirittura l’elegiaco, raffigurazioni che continuano spesso in spegnimenti.

Ogni singolo sintagma nel connettersi agli altri è luminoso e preciso, scattante e veloce.

Il ritmo nei componimenti è incalzante e crea una maliosa e suggestiva musicalità che rende piacevole la lettura.

Cifra essenziale delle composizioni di Loris Maria è quella di un’apparente narratività e chiarezza tendente all’affabulante, che però sottende una complessità nella profondità dei sentimenti e delle sensazioni che vengono evocate partendo dallo stato di quiete nel decollare dei versi in ogni singola poesia.

I versi raffinati e ben cesellati fluiscono con eleganza formale e sono connotati da un forte nitore.

Tema ricorrente in molte parti del libro è quello dei luoghi, località straniere e italiane che vengono raffigurate attraverso l’occhio interiore di Marchetti che sa cogliere in ogni situazione descritta la profondità del senso della vita.

A volte le poesie sono risolte in un unico respiro nel fluire armonico delle parole in ininterrotta sequenza.

Recensione
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