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Calice e altre poesie

Il volumetto “Calice e altre poesie” raccoglie liriche tratte da diversi libri della Castro, più alcuni componimenti inediti. Con tale scelta il curatore, Alessandro Ghignoli, ha senz’altro voluto proporre varie sfaccettature dell’itinerario poetico dell’autrice; infatti, la Castro tocca diversi temi e li presenta sfumandoli o accentuandoli, a seconda del momento e dell’emozione.

Il verseggiare assume toni accesi, caldi, pregnanti ed il ritmo talvolta incalza incessante; il tutto denota un forte temperamento e colloca la poetessa addentro la sua terra (l’inconfondibile pathos degli autori spagnoli). Il lirismo, sempre presente, a volte trabocca e il discorso si veste di metafore e d’immagini mitiche creando atmosfere surrealistiche o rarefatte; a volte invece la drammaticità e la concretezza rendono il dettato efficace e tagliente.

La Castro dispiega il percorso femminile (proprio ed universale) in un’analisi minuziosa; e per lei il transito è condiviso con la terra, quale grembo naturale dove la vita ha inizio e via via si costruisce sino alla fine.

Vi sono momenti epifanici struggenti, momenti d’amore e di passione, situazioni dolorose e crude. Il rapporto uomo/donna è sublime e nello stesso tempo straziante, come il rapporto con la morte è pauroso e nello stesso tempo anelato. La sofferenza accompagna la Castro e in qualche tratto la travolge, tanto da procurarle paradossalmente un certo piacere, “e rimango / a contare tutto il gelo / che accumulano nei miei occhi, come conta / il suo tesoro l’avaro”.

Un altro aspetto, reso con efficacia, è l’essere figlia e madre. L’autrice riesce ad evidenziare lo scorrere del tempo, che muta l’aspetto esteriore in modo che la sua carne si rispecchia in quella della genitrice, “E adesso sono / così uguale a te, madre, / che non mi riconosco sul vetro / di questo tuo ritratto così presente.”; lo stesso tempo diviene così relativo.

Per chiudere il cerchio dell’essenza femminile, si deve rilevare la lirica Sexy-shop, nella quale la poetessa descrive l’importanza del corpo, e con squisita ironia riesce a rendere una coscia il simbolo del desiderio.

La poetica della Castro è di sicura rilevanza. A Ghignoli va il pregio di aver curato e divulgato questa raffinata voce spagnola.

Recensione
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