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Delirio di parole

La silloge Delirio di parole di Anna Maria Bonomi raccoglie liriche pregne di sentimento, che delinea una personalità complessa e ricca di sensibilità; doti che si attribuiscono ai poeti e che accentuano ogni accadimento del percorso vitale.

Anna Maria Bonomi ha molto amato il suo uomo ma il rapporto non le ha mai dato quella gioia profonda che a volte fa toccare il cielo. Lei ha vissuto con questo rammarico poiché non ha potuto condividere l’amore per ragioni caratteriali, trovandosi in una crescente solitudine. E’ questo sentire che serpeggia in tutta la raccolta e che rende un’atmosfera a volte malinconica e sofferente: “Comodo mondo / pagato con moneta sonante / che spezza l’anima / di chi si dona sempre.”.

Anche le liriche che si aprono ad altro mantengono un’aria di tristezza perché, per esempio, il pensiero della poetessa va alla morte dell’alpino Matteo Miotto, deceduto con onore, e a tutti quelli, come lui, che hanno perso e perderanno la vita “incoronati dal sacro tricolore”. Oppure a Marco e Stefano, due ragazzi da ricordare con un “Epitaffio”: “Abbiamo tutto l’universo per noi, / l’amore di Dio, il coro dei Santi. / Siamo nel cerchio degli Angeli.

La stesura è ben calibrata e il dettato non si perde in voli lirici, bensì risulta essenziale e incisivo. Nella lirica che chiude la raccolta ci sono però dei cenni positivi, che fanno sperare in un sentire diverso e più sereno: “Adesso i pensieri, / devoti vassalli del cuore, / si affacciano agli occhi / baluardi di incaute visioni. / Sono atmosfere magiche / che vestono a festa / l’aria tiepida dei miei giorni.”.

Forse Anna Maria Bonomi doveva scaricare l’amarezza che da tempo le pesava dentro, per una catarsi e una visione più limpida del tempo futuro.

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