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Temi e patemi di audacia letteraria

Giovanni Amodio, dopo una copiosa produzione e dopo essere “giunto all’età precisa di un numero di anni imbarazzante”, come afferma nel testo “Delucidazioni a me stesso” che precede la raccolta, ha deciso di “hardimentarsi” in un caldo viaggio nei labirinti dell’erotismo, regalandoci un volume talmente ricco di contenuto e fantasia da rimanerne senza dubbio coinvolti. E non si pensi che il poeta si sia fatto tentare da facili motivazioni o espressioni di basso livello, bensì è riuscito a sublimare la sfera erotica sposandola all’amore: un’unione che sazia sia la carne sia lo spirito. Il libro, infatti, è dedicato alla donna “moglieamicoamante”; in questo modo il piacere sessuale non conosce limitazioni e può essere cantato in piena libertà e senza ipocrisie.

Amodio si è addentrato nei grovigli dell’eros soffermandosi su ogni nuova sensazione, ogni possibile contatto, ed ha suddiviso la raccolta in ben undici varianti della desinenza “menti” per meglio evidenziare ogni funzione ardita “Tentazione”, oltre che offrire per ogni componimento un doppio titolo: una a valenza lirica e uno a valenza popolare. Inoltre, ogni variante Hard si avvale della citazione di un poeta/personaggio illustre. Già questa complessa architettura denota l’impegno concettuale, lo spessore e la vasta cultura dell’autore.

Per considerare più analiticamente il suo rilievo espressivo, bisogna tuffarsi nella lettura dei testi; solo così si può scoprire il suo mondo interiore, oltre che apprezzare l’abilità tecnica, l’eleganza del dettato e l’infinita capacità creativa del poeta. È una struttura in perenne movimento, dal verso nitido, incisivo, scorrevole, ma con i giusti momenti di stacco: il silenzio necessario per scolpire maggiormente il contenuto. Amodio gioca con il significato, il significante, le metafore, tra la moltitudine di “Tentazioni” e non scade mai in un linguaggio scurrile, pur mantenendo indipendente e sincero il suo intimo sentire, anzi, proprio esercitando appieno un libero pensiero e rendendo il tema universale. Il lettore può così ritrovarsi tra la miriade di attrattive sessuali.

Come accennato all’inizio, nella raccolta serpeggia anche il sentimento e chi conosce l’autore, sa del suo amore per Grazia, la gran donna e sublime artista che lo accompagna da sempre, perciò in questo contesto alcune liriche acquistano una particolare rilevanza: “In amore vince la perfezione / dualistica / e la confusione ternaria / meccanicizza gli esiti. // Non sempre l’addizione / assomma il piacere // se la sottrazione/ in certezza unisce due unità // in simbiosi totale”. Oppure: “Nel girone di pagine / della Commedia Umana / mi aggrappo al vento di Paolo / per garantirmi per l’eternità / l’abbraccio / con la mia Francesca - Grazia.”.

Senza dubbio, la scelta di Amodio di aggiungere questo tema alla sua corposa e poliedrica produzione è vincente, poiché ci ha dato modo di ampliare ulteriormente la conoscenza della sua complessa personalità. Solo un vero poeta può trattare la dimensione del corpo in modo così analitico, esaltando la sensualità, il desiderio, la voluttà, la libidine e qualsiasi altra frenesia erotica.

Per concludere, è doveroso rilevare gli apporti artistici della sua famiglia, che hanno contribuito a impreziosire il volume: il magico simbolismo della copertina di Grazia Lodeserto, l’inquietante retrocopertina di Antonio Amodio, la brillante e conturbante “Appendice d’azzhardo” di Barbara Amodio. Nell’insieme, una famiglia veramente unica.

Recensione
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