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I graffiti del cuore

Già il titolo “I graffiti del cuore” annuncia la tematica di questo nuovo libro di Fulvio Castellani, e già con la lettura del primo componimento se ne ha conferma: “…Senza sosta / ho rincorso i giorni / e le ore / convinto d’avere in pugno / la vita, / la mia vita.”; si parla della vita e dei segni procurati dal rincorrersi dei giorni. Con semplicità descrittiva accompagnata da una lieve musicalità, proprio per imprimere nel lettore quelle emozioni così profondamente vissute, egli si denuda da ogni orpello e libera la voce dell’anima. Ciò non significa che il dettato assuma una piega prettamente spirituale, anzi, la corposità del discorso e il tono diretto, incisivo, scavano nel quotidiano e nell’esperienza concreta.

Sin dall’infanzia Castellani si era prefisso di scoprire le incognite e di superare gli ostacoli, anche i più difficili: “Presto ho scoperto / che dietro l’angolo / si nasconde un muro / e che andare oltre / non è facile, / per niente.”; solo così ha potuto cogliere lungo il cammino tutto il bene e il male possibili, solo così ha potuto conoscere i palpiti d’amore, lo scoppio della gioia e il baratro del dolore. Le emozioni e i sentimenti sono il pane necessario a un poeta, e se l’esistenza è ricca di accadimenti ed è vissuta pienamente, il pensiero creativo acquista pregnanza e valore. Il poeta ha perciò attinto dallo scrigno dei ricordi per darci modo di condividere il suo sentire. L’itinerario inizia proprio “Dai primi passi” e man mano si carica dell’esperienza giovanile con i tanti sogni, i brividi d’amore, gli smarrimenti e i dubbi, per arrivare alla “Età ruffiana” con la quale può anche giocare “Per ora gioco / al tiro alla fune / con l’essere e il non essere / e aspetto il canto del cigno / oltre il lago / dei tentativi falliti.” E’ in questa età, cioè il tempo presente, che si sofferma di più regalandoci dei momenti unici e intensi.

Castellani sa ormai di “correre a ritroso” e che “Effimera è la gioia / come l’ombra.”, cerca per questo di fissare sulla carta ciò che ha segnato il suo transito, che ha scalfito il suo cuore. E la madre gli ha procurato un solco profondo, indelebile; infatti, la sua presenza è costante nella raccolta ed è con lei che spera di ricongiungersi: “Per me c’è solo una candela / accesa lassù / tra le croci in fila: / ad aspettarmi è la mamma / per camminare assieme / verso il sole.” Il presente è anche alternanza di emozioni e stati d’animo, ed è spesso un forte impulso malinconico; ma Castellani non si lascia mai sopraffare dalla tristezza, abituato sin da piccolo a combattere e a reagire, quindi risorge riaprendosi a nuove possibilità. È un susseguirsi di pensieri contrastanti, di alzate e di cadute, un ritmo oscillante che affascina il lettore. Nella sincerità, nella schiettezza, nella pregnanza e incisività del dire, si riconosce il grande valore di questa originale voce poetica e, giustamente, Castellani è personaggio conosciuto e apprezzato nell’ambito culturale e giornalistico.

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