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Pur scrivendo sin dai tempi della scuola, Bruno Balzan (nato net 1956) ha deciso solo lo scorso anno di pubblicare la sua opera prima Il respiro delle parole. Poeta schietto, semplice, non cerca elaborazioni strutturali ne linguistiche; il suo dire perciò fotografa le situazioni e le emozioni del momento. L'esistenza è il tema di questo lavoro. Egli evidenzia il suo rapporto con il mondo, il suo sentire, ed allo stesso tempo è attento al cornportamento degli altri. E' questo confrontarsi che provoca tantissimi pensieri, voli alti e cadute; e sono molte le domande che si pone, ad alcune delle quali egli stesso dà la risposta.

Balzan soffre per l'indifferenza generale, la vanità, la vacuità del tempo odierno, e dà alla parola il compito di gridare la sua indignazione. Solo la parola, infatti, è in grado di trasmettere emozioni: "Hai mai sentito | come respirano le parole | quando intonano vibrazioni | di canti insegnati | all'aprirsi di emozioni?...". Così il negativo viene soppesato nel dettaglio e il positivo sovrapposto a paragone, in modo di palesare quanto migliore sarebbe un mondo senza egoismo, individualismo, rancore ed odio. Se l'uomo potesse ritrovare l'amore e la voglia di partecipazione, la vita potrebbe essere molto più gratificante. Questo vogliono insegnare i versi della raccolta, perché Balzan è carico d'amore ed ha voglia di aprirsi e di dare; di aiutare gli altri a capire: "...L'amore che ti offre | il suo sorriso | che ti sorveglia | il fluire del respiro. | L'amore che ti scioglie il cuore | che ti lenisce il dolore.".

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