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Il tuo colore mare blu

Ho già avuto modo di rilevare la genuina vocazione di Aurora De Luca. Questa sua nuova silloge Il tuo colore mare blu, con la quale ha meritato il quinto premio al Città di Pomezia 2010, è un’ulteriore prova dell’impellente bisogno di scrivere.

Lei sta vivendo gli anni forse più belli dell’esistenza, quelli che aprono all’amore e a un possibile lungo futuro, e nelle sue liriche le varie emozioni esplodono come fuochi d’artificio.

Come ha ben evidenziato Domenico Defelice nella prefazione, Aurora è maturata non solo riguardo al ragionamento psicologico ma anche in relazione alla struttura del verso. Infatti, i componimenti di questa raccolta risultano più compatti, vi sono meno incertezze e il discorso diviene più pregnante. Ciò che rende originale la stesura, e che penso abbia contribuito alla considerazione della Giuria, è il sapiente intreccio delle emozioni con gli elementi naturali.

Nel descrivere la sua storia d’amore, Aurora si sposa al pensiero della luna, al movimento del mare, alle spighe iridescenti sotto il sole, al fruscio delle foglie, al barlume di stelle, ecc. Questo rende speciale il forte sentimento che prova e che l’ha cambiata radicalmente. Il mare è presente in diverse liriche e per la De Luca è un elemento di primaria importanza, tanto che arriva a dire: “Lascio che questo mare / navighi nelle mie vene, / che io senta nello spazio del mio cuore / il vuoto dell’onda che se ne va…/ e lascio che il mio cuore / sappia aspettare / quel flusso che torna…”.

Aurora si rivolge molto spesso all’amato, e quest’unione produce emozioni che si altalenano tra gioia e dolore. Un sentimento talmente forte da causare momenti detonanti e nel quale si perde donandosi totalmente.

Alla fine, anche il lettore lontano dal sentimento amoroso, non può fare a meno di ricordare i caldi impulsi degli anni giovanili.

Recensione
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