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Il volo della farfalla

La vena della Caverni è come una fonte inesauribile, ed i tanti libri prodotti testimoniano il suo vasto pensiero. Lo stile poetico è molto personale, e si distingue per il modo di trattare il verso: il discorso scorre impetuoso sino alla fine, senza pause né segni d’interpunzione, così la lettura diventa articolata ed ognuno può gustarne il significato scegliendo un proprio ritmo interiore.

In quest’ultima silloge ci si addentra in un’atmosfera rarefatta, dove le cose e le sensazioni assumono una diversa dimensione e si caricano di spiritualità. Tutto il dettato è intriso di un lirismo ben sostenuto, senza cedimenti enfatici. Il soggetto non agisce mai da solo perché è dentro la natura, non quella devastata dei nostri giorni ma un ambiente paradisiaco dove tutto viene esaltato e dove si possono incontrare ancora numerosi componenti del regno animale. Importante è la farfalla, presente in più liriche e scelta anche per il titolo; farfalla, che con la sua fragilità contribuisce ad alleggerire ogni immagine rendendola impalpabile: “Farfalle danzano troppo tempo hanno / dovuto attendere i giorni lieti del sole / il prato abbandona la sua neve il silenzio / che l’avvolgeva vedi come tutto / si tende sul grappolo del fiore apre / di poco poco corolle perché il cuore / si schiuda ad accogliere nuove parole / melodie portate dal vento dolce come sei / dove nessuno ti vede.”.

Le vicende umane e le emozioni interagiscono con l’ambiente creando un perfetto connubio, e l’interiorità della poetessa non è mai svelata, ma s’intreccia con gli altri elementi formando un tessuto variegato; anche in questo caso il lettore può recepire il messaggio secondo la propria sensibilità. Restano comunque evidenti i tanti aspetti umani, psicologici ed emotivi che compongono l’esistenza, e che determinano lo spessore della sua poetica.

Recensione
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