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Io che ho scelto te

Sandra Cirani ha una lunga attività poetica alle spalle ed ha meritato nientemeno che 136 primi premi in concorsi letterari. Con la silloge “Io che ho scelto te” è risultata vincitrice anche del “Città di Pomezia 2007”.

Il tema che dà spunto al titolo è quello delle decisioni che la vita c’impone, attraverso le quali ognuno sceglie il proprio destino, e attorno ad esse ruotano gli affetti e le emozioni. La struttura lirica è di medio respiro, con versi che raramente superano l’ottonario e varie pause di silenzio. Ne risulta un timbro forte ed incisivo.

La Cirani ci svela le sue ansie: ‘Ora tu sai / quale tormento / costi/ scegliere / e la strada. / E la vita.’, e lo smarrimento di fronte alle cose lasciate ed agli affetti mancati. Inoltre, il percorso vitale è molto spesso forzato dagli altri e si rischia di perdersi: ‘Invano / fra la nebbia che ti perde / invocherai / il tuo cuore impallidito, / come a cercarne / l’anima, il respiro.’. Scegliere, dunque, è molto difficile poiché la vita ha inesauribili sfaccettature e il dubbio di sbagliare è sempre presente. Anche quando la promessa d’amore è allettante può nascondersi un tranello: ‘Ma fu invece un rituale / dolente e insanguinato, / un annodato male / a oscurità e paure, / e morte / da ricevere, da dare / nell’eco / di cattive risonanze.

La raccolta, pur aprendosi alla scelta amorosa, abbraccia le problematiche esistenziali con introspezioni filosofiche. La Cirani, con la sua maturità di donna e di poeta, sa che tutto è relativo perché qualsiasi emozione è destinata a perdersi nel buio della morte: ‘E tutto si riduce / a uno svanire al nulla / dei secoli / degli anni / dietro ieri perduti / che più non hanno senso.’.

Ritornando alle scelte, vi sono però momenti di grande incanto, come quelli che accompagnano la visione del proprio figlio, o quelli che scaldano il cuore per un sicuro contraccambiato affetto. E la decisione più importante è, senza dubbio, quella descritta nella lirica che dà il titolo alla silloge. La scelta del proprio uomo, a qualunque condizione: ‘Io scelgo te, / qualunque sia la sorte. / Dura, felice / tragica, imprevista.’.

Recensione
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