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La felicità assente

Nel saggio “La felicità assente” Antonio Bolettieri disquisisce sulla felicità, condizione alla quale ognuno di noi anelerebbe, ma anche se si potesse raggiungerla l’autore vuol farci comprendere che sarebbe solo illusione. La sua teoria, infatti, si basa sul concetto che “…nell’intero arco di ciascuna esistenza i dati positivi e quelli negativi si compensano in un dinamico equilibrio psicofisico, secondo una rigorosa legge di compensazione e di adeguamento della nostra sensibilità alla sofferenza e al godimento sia di natura somatica che spirituale.

Per rendere più chiara la sua convinzione, egli tocca in profondità molteplici implicazioni filosofiche, psicologiche e sociali, cosicché per commentare le 286 pagine del volume ci vorrebbe uno spazio maggiore; è’ impossibile, infatti, dispiegare le dissertazioni contenute nei dieci capitoli del libro, si può solo cercare una sintesi sottolineando che è riuscito a compiere un viaggio addentro l’essere umano, sviscerandone tutte le possibili emozioni, pensieri e comportamenti, in relazione alla natura che lo circonda ed alla società di cui fa parte.

Il suo scopo è di recuperare la coscienza dell’uomo, perciò ha cercato di guidare il lettore a leggersi dentro, a isolarsi dall’esterno, a non seguire le varie correnti politiche o consumistiche. Egli spera soprattutto di aver aiutato i giovani …alle soglie del nuovo millennio, a prepararsi a gestire l’avvenire che è soprattutto loro con studi seri ed azione tenace.”; per far questo devono però capire che “…la vita dell’uomo non è né felice né infelice – è la vita, e basta – e tuttavia va motivata perché possiamo viverla da veri uomini”.

In verità, il momento storico che stiamo vivendo è contrassegnato più dal male che dal bene, e la gioventù sembra non rendersi conto che ci stiamo autodistruggendo; inoltre, abbiamo fatto morire ogni valore e non resta che vivere nell’indifferenza. Si deve quindi spronare la nuova generazione a “cambiare il modo di pensare e il comportamento attuale perché “Ad essi dobbiamo affidarci, aiutandoli a prepararsi alla vita.”; e si deve ammirare Bolettieri che, nella speranza di poter contribuire a migliorare il nostro futuro, si è impegnato con serietà in una non facile ricerca sul percorso e sulle motivazioni dell’esistenza.

Recensione
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