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La tua figura

Il Croco
I quaderni letterari di Pomezia Notizie

In questa raccolta si aggira una figura di donna, un’immagine femminile che varia di continuo, a tratti resa enigmatica, evanescente, oppure descritta nella semplicità delle movenze quotidiane. Sembra che Cianchetti sia plagiato da tale presenza, e quando teme che si allontani è lui stesso ad inseguirla, quasi fosse il suo complemento, l’altra metà necessaria per ritrovarsi: “A volte, rivedendo te, sembrano / tante persone in te stessa, e / rivedo tutte le anime in una. / La tua voce rompe il silenzio / e la mia mente fissa il tuo sorriso. / Tante sere mi invento un abbraccio / che acquieta la mia anima”.

L’altro elemento importante della silloge è la terra natia, le radici amate e mai dimenticate che nella memoria assumono un ruolo vitale: “Terra mia, ogni tua pietra per me / è una fetta di pane da mangiare / in solitudine, per me il sole / tramonta ogni volta nella mente / ed il vento accarezza / la mia guancia, porta le notizie / ed il suono delle foglie.

Tutto si svolge in quest’atmosfera epifanica, ricca di dolcezza e malinconia. Le liriche, di medio respiro, scorrono fluenti senza spazi, rendendo l’insieme un cantico armonioso. La protagonista, in questo modo, si fissa sensibilmente in chi legge, diventando un’entità concreta, viva, sanguigna, anche se presentata molto spesso come un’ombra, che in qualche punto richiama una temuta nera signora: “E tu, ombra della notte / sparisci nel tuo rifugio, / il tuo volto nero io vedo / ed il mio animo sconvolge, / l’ansia del respiro fa fatica / e la paura fa il suo ingresso.”.

Recensione
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