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Solange De Bressieux, famosa scrittrice e poetessa francese, pluripremiata sia in Francia sia in Italia, nonché traduttrice, insegnante e conferenziere, è morta nel 1997 a novant’anni. Tito Cauchi, in questo interessante volume, ha raccolto le lettere inviate da Solange a Domenico Defelice. Un epistolario dal quale si determina lo svolgimento di un rapporto dapprima formale e man mano sempre più amichevole. Lettera dopo lettera viene a determinarsi anche la personalità della De Bressieux, oltre che ad emergere uno spaccato storico/culturale del secolo scorso. Si ritrova anche qualche riferimento riguardante le vicende di Pedrina, loro comune amico. Un documento quindi che va ad assumere una rilevante importanza.

La De Bressieux amava molto l’Italia e per tutta la vita ne ha seguito i movimenti letterari, partecipando a varie manifestazioni (molte delle quali in suo onore) e traducendo diversi poeti, tra i quali, oltre lo stesso Defelice, Rudy De Cadaval, Maria Grazia Lenisa, etc. Il suo destino non è stato generoso. Ha assistito i genitori in maniera esemplare sino alla fine, a costo di rinunciare agli interessi personali, e l’unico suo grande amore si è risolto in un abbandono che l’ha segnata per sempre. Nonostante ciò, non ha mai abbandonato la sua integrità morale, accettando con dignità gli accadimenti ed agendo con serietà ed a volte con una certa risolutezza. La passione per la letteratura e le altre arti, ed una gran fede religiosa, l’hanno sorretta ed aiutata a superare i tanti dolori. Un’altra sua dote pregevole è stata la schiettezza con la quale si esprimeva: non girava mai attorno ai problemi e diceva sempre quello che pensava, anche se a suo discapito.

Il rapporto con Defelice (per il quale nutriva una profonda stima) è stato molto intenso e costruttivo, e la costante corrispondenza ne è testimonianza. Nella lettura, si rilevano gli intendimenti, le emozioni, i fatti che si sono succeduti nell’arco di trent’anni (dal ’66 al ’97), nonché il trasformarsi di una relazione che dalla distaccata cortesia iniziale diventa sempre più affettuosa (alla fine Defelice è considerato il migliore amico). Questo il risultato straordinario che si può trarre da un epistolario, che purtroppo oggi si va perdendo con la fretta dei messaggi interinali.

Sino agli ultimi giorni, anche se ormai quasi cieca e preparata alla morte, ed anche se le lettere diverranno sempre più brevi, Solange De Bressieux si è sempre rivolta all’amico Defelice. Un’amicizia ed una fedeltà da invidiare.

Recensione
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