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Liriche da
Voci tra le pieghe dei passi
di Laura Pierdicchi

La dissoluzione di regole e credenze
ha partorito un trasformarsi
dall’origine che soddisfa solo
quella parte che si accende al tatto
cosicché
la vita segue il bisogno quotidiano
sospesa tra l’assenza di un valore
e l’instabile appagamento momentaneo.
Nel procedere senza scopo
lo spazio accoglie un intreccio singolare
dove la carne combatte
con il mistero del sentire evanescente
costruendo congetture razionali.
Senza speranza non vi è riassunto.

Voce sociale

Il senso di quest’alterna vita/morte
si sposa al nonsenso dell’essere
mentre godo di uno scoiattolo
che rapido mi attraversa i piedi.

Voce femminile

La bassa marea
scopre le viscere malate
(fondamenta corrose
da un lento inesorabile declino).
L’incuria ha divorato
l’onesto compito di custodia.
Una lenta inesorabile moria
di figli legittimi. Moria d’amore

Voce descrittiva

Nessuno può riempire lo spazio del tempo perduto. Nessuno. Nella lenta metamorfosi ogni cellula racchiude un segno – un ricordo. A volte è un’implosione di azioni mancate – parole lasciate morire. Perdute ancor prima di nascere.

Nel procedere spesso si perde il contatto con il chiaro valore del giusto volere. Si mescola il tutto in una brodaglia dal sapore indefinito. Si distruggono momenti superbi che per sempre incideranno una lacerante nostalgia.

E’ lo smarrimento dell’incertezza quando la scelta è un’incognita e il bivio ha mete diverse. Oppure la scelta è obbligata.

A poco a poco la realtà imprime con maggior peso. I morti si rincorrono nelle ore della notte in attesa del futuro comune girotondo. L’avvenire si svolge nei fatti del giorno. Si chiude la porta del sogno.

Voce Concettuale

Materiale
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