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Mia cattiva sfera

Angelo Airò Farulla si discosta nettamente dai tanti che trattano poesia. Sin dal primo impatto si ha la percezione di una mente che spazia in ogni dove e il verso si dipana sul foglio con un tratto di largo respiro che rasenta la prosa. In prosa è il testo “Canto alla Beschia”. Non è solo nella stesura che si differenzia dal consueto poetare, bensì nel proporre testi in lingue diverse, come il latino, inglese, etrusco e persino esperanto. Ciò denota, oltre alla bravura poetica, una vasta cultura e un notevole intelletto.

Nella lettera scritta all’editore presenta il suo intento, il suo sentire e lo spazio in cui si muove, che oltrepassa i limiti del concreto per accedere ai luoghi misteriosi dell’oltre. Ne risulta un’opera più che complessa, ricca di riflessioni, visioni, motivazioni, che per il lettore si rivelano difficili da comprendere poiché si sviluppano per lo più nell’intricato labirinto della sua mente.

Ciò non significa che il dettato sia astruso, ma che necessita di una lettura molto attenta; soprattutto che il lettore riesca ad entrare nell’atmosfera del relativismo, dove il concreto è apparenza e dove l’unione tra il mondo reale e quello spirituale è una normalità. Infatti, il poeta spiega il suo interessamento allo spiritismo, e la stessa raccolta è ispirata “...da quanto accade, per esempio, nelle sessioni di scrittura automatica”. Da ciò si deduce il suo libero verseggiare, che pesca dall’inconscio incrociando pensieri contrapposti.

La sua voce è diretta, senza sovrastrutture o accenti lirici: “Ho cucinato il cuore con le cipolle e / [ l’ho mangiato quasi tutto, anche se mi [sembrava tanto. / Il cuore m’è sembrato più duro del fegato, / [ma forse mi sbaglio.”; per arrivare poi a versi surreali: “I vivi posso ancora attingere dai morti / [lasciati sul bordo della sepoltura / [aperta. // I vivi possono ancora con loro / [intrattenersi nel modi consueti.”. Nel testo in prosa “Canto alla Beschia” si entra inoltre in un’atmosfera particolare e a tratti cruenta, nella quale l’immaginazione crea un dettato molto avvincente.

Mia cattiva sfera è certamente un libro notevole e per chi sa entrare nell’intendimento di Angelo Airo’ Farulla vi trova dei versi superlativi.

Recensione
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