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Nel mio perimetro di sole

Prima di entrare nel merito di “Nel mio perimetro di sole” di Barbara Amodio, voglio evidenziare l’unicità della sua famiglia che congloba varie forme artistiche: poesia, narrativa, musica, pittura, teatro. La copertina del libro dimostra la magistrale bravura pittorica della madre Grazia Lodeserto, riconosciuta anche oltre i confini nazionali. Molto noto e stimato il padre Giovanni Amodio, che oltre ad operare nel settore artistico come critico, è un illustre scrittore e poeta. Il fratello è musicista e Barbara, oltre che scrittrice, poeta, regista, è una straordinaria attrice. Ha recitato con personaggi di primo rilievo, come per esempio Carmelo Bene, ed è osannata sia dalla critica sia dal pubblico. Una famiglia quindi nella quale l’arte scorre inesauribilmente.

Questo suo ultimo lavoro, scritto per il teatro, ha preso spunto da un progetto nato in comune con Gianni De Feo, suo partner in diversi spettacoli e anche lui attore di grande sensibilità e temperamento. Barbara si è così addentrata nel mondo di Endrigo, non per ricavarne notizie mondane o quotidiane ma per scavare nello spirito “esplorandone il tessuto interiore attraverso e verso la sua poesia e le pieghe nascoste di una irrequietezza mentale…”, come afferma lei stessa all’inizio del volume. Una ricerca talmente sentita da ricevere i ringraziamenti della figlia Claudia, che nel suo testo di ringraziamento sottolinea: “sono rimasta profondamente colpita dal fatto che Barbara avesse colto più di una volta, anzi praticamente sempre, dei lati nascosti di mio padre.”.

Barbara Amodio infatti è riuscita, scena dopo scena, a mettere in risalto la personalità del grande cantautore, nonché il temperamento sensibilissimo e inquieto. I titoli di suddivisione potevano solo essere: Convulsione, Illusione, Indagine, Ossessione, ecc., che rilevano appunto uno stato psicologico. Inoltre, la stesura molto particolare è spesso contrassegnata da puntini per creare attimi di silenzio, di concentrazione, di distacco tra un pensiero e l’altro, creando un ritmo frastagliato ma nello stesso tempo molto incisivo.

Le canzoni scelte per la rappresentazione sono tra le più note, come: Canzone per te, Girotondo attorno al mondo, Elisa Elisa, ecc., e sono state cantate da Gianni De Feo in modo da suggellare le parole di Barbara e diventare lui stesso l’uomo Endrigo, in un’assoluta simbiosi “Il travaso di anime come in un gioco di “vasi comunicanti” BarbaraGianniSergio, ha restituito sole ad ogni perimetro”, come ben definisce Barbara sempre all’inizio del volume.

Non ho avuto la possibilità di vedere lo spettacolo, e mi dispiace poiché sono convinta che debba aver procurato allo spettatore una grande emozione.

8 Gennaio 2011

Recensione
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