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Le liriche di Gabriella Frenna si dipanano con fluidità e senza alcuno stacco, quasi che il discorso non possa trovare respiro. Il loro ritmo, infatti, è descrittivo e svelano un pensiero delicato ma nello stesso tempo volitivo e urgente. Nella silloge, Gabriella s'ispira a dei mosaici del padre, noto artista, fra i quali Il croco, scelto come titolo del Quaderno letterario di Pomezia-Notizie; così, risulta originale l'idea dell'omonimia.

Come ha ben rilevato Defelice nella prefazione, è riuscita ad imprimere un tocco molto personale al dettato, che va a scavare nella leggenda mitologica rendendo il croco un fiore magico e prezioso: "Gli dei impietositi | accolsero la preghiera | trasformarono il giovane | in un croco bel fiore, | splendido all'aspetto | con intenso aroma". Ciò vale anche per le altre opere prese in considerazione.

Vari componimenti si aprono invece alla bellezza naturale, al mutamento delle stagioni: dal risveglio primaverile che inebria con l'esplosione di colori e profumi, ai candidi fiocchi di neve che allietano i bambini d'inverno. E i bambini sono sempre presenti nel variare delle scene e denotano la grande sensibilità della poetessa, nonché l'amore per la vita: "Un raggio di sole | diffonde lo splendore | della terra siciliana | propaga la pace | agli animi tristi | illumina il sorriso | ai bimbi fiduciosi | rischiara il cuore | alle mamme gioiose | diffonde l'amore | in tutti i cuori.". Un amore che coglie forza dalla fede e che la porta a soffrire per la frenesia dei giorni odierni dove si perde il calore umano; oppure, per i disastri che si succedono sempre più frequenti e intensi, come il terremoto. I bambini sono presenti anche nelle tragedie con tutto il loro sgomento. Un amore che la avvicina alle persone care, come la lirica dedicata alla zia Concettina, ma che si estende all'universo.

Con la semplicità del proporsi, con la capacità di rendere nitide scene e con un pensiero illuminato, Gabriella Frenna riesce a sensibilizzare il lettore sin dal primo impatto.

Recensione
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