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Avvenimenti accaduti in Contra’ Belgio nei giorni della Liberazione

Avvenimenti accaduti in Contra’ Belgio nei giorni della Liberazione” è l’ultima fatica di Remo Michelazzo, autore fontanivese di numerosi e pregevoli studi sui fatti terribili accaduti in Italia dopo l’8 settembre 1943: giorno dell’Armistizio che divise gli italiani in “patrioti” e “traditori”. La materia non è ancora completamente “serenizzata”, ma quanto accaduto in Contra’ Belgio è ancora più controverso con addirittura un intrigo internazionale, incentrato sulla morte di due prigionieri di guerra inglesi, Jeff Camber e Frank Bush, ventenni di Nottinghan (Gran Bretagna), per i quali i parenti, in tempi successivi, si sono recati a Fontaniva chiedendo, inutilmente, informazioni.

Nella sua ricerca Remo Michelazzo, sottotenente dei Carabinieri in pensione e fra l’altro presidente della sezione di Fontaniva dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, si è rivolto all’Archivio di Stato di Padova e alla Fondazione Luigi Michetti di Brescia, ma soprattutto ha intervistato cinque abitanti di Contra’ Belgio, che sono stati testimoni oculari degli episodi accaduti dopo quel tragico 8 settembre. In particolare l’Oratorio di Contra’ Belgio, costruito dal 1948 e inaugurato, sembra, il 7 ottobre 1950, riveste un’importanza particolare in questo contesto per le motivazioni sulla sua erezione.

Gino Isoli nel suo libro “Il Belgio di Fontaniva”, pubblicato nel 1988, racconta come i due prigionieri inglesi raggiunsero Fontaniva da Bussolengo, ma lo fa in un periodo di forte omertà e voglia di dimenticare, o addirittura di nascondere la verità, per cui ha potuto disporre di fonti limitate e magari interessate.

I protagonisti sanno bene come sono andate queste cose alquanto oscure e macchiate di sangue, ma per decenni nessuno ha voluto parlarne, anzi molti dalla vergogna, o dal rimorso, hanno lasciato la terra nativa per emigrare il più lontano possibile.

Figli e famigliari di questi sventurati protagonisti, prigionieri del destino, sanno e non sanno, per cui ognuno si è fatto una propria idea e serba in cuor suo la propria verità.

Remo Michelazzo, prendendo lo spunto da una targa commemorativa, scoperta durante la cerimonia del 25 aprile 2019 sulla facciata dell’Oratorio di Contra’ Belgio, ha cercato pazientemente di ricostruire come si svolsero realmente questi eventi, che finirono con il massacro dei due prigionieri inglesi. Nella sua indagine è riuscito anche a capire perché fu eretto questo Oratorio, del quale parla Gino Isoli senza citare chi lo ha costruito e chi ne era il proprietario del terreno. Ha constatato, però, che sulle sue motivazioni persiste ancora l’omertà che ha regnato nei decenni successivi ai tragici fatti, tanto che l’erezione viene ancora giustificata da qualcuno come un ringraziamento alla Madonna, la quale appariva in sogno al proprietario di quel terreno e costui combinava buoni affari. Anche altri negano fermamente l’esistenza di un nesso fra la costruzione della chiesetta quale voto espiatorio e l’uccisione dei due inglesi, mentre nella targa commemorativa del 25 aprile 2019 sarebbero state scritte delle “monae”, per dirla con una colorita definizione di uno dei cinque intervistati.

Risulta comunque che i giovani inglesi, fra tribolate vicissitudini, si inserirono proficuamente nel tessuto rurale aiutando nei lavori dei campi in fraterna amicizia con la gente della contrada, finché furono catturati da un manipolo di repubblichini, indirizzati da un abitante del luogo, e vennero barbaramente trucidati. Il fatto di sangue segnò profondamente i protagonisti e quanti ne vennero a conoscenza. Anche le due campane (“Mi chiamo Bertranda” e “Mi chiamo Maria”), che sormontano l’Oratorio, osservano dall’alto e testimoniano in silenzio questa storia intrigante nel tempo che cambia.

In “Avvenimenti accaduti in Contra’ Belgio nei giorni della Liberazione”, Remo Michelazzo raccoglie queste voci, ancora contraddittorie, lasciando il giudizio conclusivo al lettore. Definisce però una situazione che ora appare quasi completa e che finalmente riesce a far emergere quello che non era mai stato detto finora sui fatti di allora.

Recensione
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