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Brunico Racconta

La città di Brunico possiede un suo fascino particolare, frammisto a una storia dai tratti nobili sublimata spesso con leggende incorniciate nello sfondo di un territorio per certi versi ancora primordiale e per altri inesorabilmente trasformato dalla legge del tempo che non si ferma. Un tempo, però, che qui sembra scorrere tranquillo e poi ritornare in un percorso a spirale che ne rilancia gli antichi valori, sempre proiettato verso un futuro che avanza e che si manifesta in modo inequivocabilmente sorprendente.

Il fiume Rienza è la sua anima, anzi il cuore pulsante che attraversa e irrora ogni aspetto del suo tessuto urbano, naturalistico, storico ed artistico, alimentando con la sua forza vitale il procedere del tempo che si alterna manifestando le sue peculiari caratteristiche nelle diverse stagioni.

Il più classico degli itinerari storici per le vie di Brunico inizia dalla Chiesa delle Orsoline, edificio in stile gotico che è stato costruito agli inizi del XV secolo. Fra i suoi affreschi c’è quello dell’artista locale Giovanni da Brunico, dipinto nel 1420 sulla Porta delle Orsoline, che è stata danneggiata nel 1758 durante lavori di manutenzione. Si passa, quindi, per il Cimitero di Guerra, che raccoglie i caduti di diverse nazionalità e confessioni della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, nonché alcuni nobili cittadini brunicensi. Il Castello vescovile di Brunico sovrasta la città dall’alto di un colle e, ora come allora, sembra proteggere i suoi abitanti. L’ingresso principale è orientato nel portale sud, che un tempo era dotato di un ponte levatoio, mentre ora ospita il Museo della montagna dello scalatore Reinhold Messner. La Chiesa di Santa Caterina si trova ai piedi del Castello e rappresenta uno dei simboli della città di Brunico. E’ stata barocchizata nel 1675, adornata di interessanti stemmi e possiede un bel campanile a bulbo. L’itinerario prosegue per il Centro Storico, che ha conservato la sua impronta medioevale con le quattro porte di accesso arricchite di interessanti affreschi. La porta orientale è detta anche “porta Bruno” in ricordo del potente Vescovo-Conte che fondò e rese eccelsa la città di Brunico. Si incontra poi la Chiesa Parrocchiale, costruita nel 1856 , che custodisce un prezioso crocifisso, probabilmente della scuola di Michael Pacher, e il grandioso organo “Mathis” del 1983, che è il più grande dell’Alto Adige. Il Museo Civico, inaugurato nel 1995 tramite un recupero architettonico delle vecchie stalle del servizio postale, propone una mostra permanente di arte sacra locale e periodiche mostre di arte contemporanea. La Chiesa barocca dello Spirito Santo, eretta nel XIV secolo, conserva la Rappresentazione del battesimo di Cristo di Francesco Unterberger (1707-1776). Il percorso si conclude con la visita del Convento dei Cappuccini, datato 1626, assai sobrio secondo lo spirito dell’Ordine, e la Porta San Floriano, che prende il nome dal dipinto del pittore locale Rudolf Stolz (1874-1960) che rappresenta San Floriano, lo stemma cittadino e il principe Vescovo Bruno, fondatore della città nel 1256.

Il Vescovo Conte Bruno von Kirchberg.

Bruno von Kirchberg (??-1288), non è documentata la sua data di nascita, come pure il luogo, mentre è certa quella della sua morte: 24 agosto 1288 a Bressanone. Le sue origini sono certamente nobili e discendono per via paterna dal casato dei Kirchberg di Svevia, mentre sua madre era la nobildonna Berta del Tirolo. Dopo gli studi in seminario e le prime esperienze con diversi incarichi, ricevette dal papa Innocenzo IV la nomina a Vescovo cattolico di Bressanone, alla quale fece seguito anche il titolo di Principe dell’Impero Germanico, che gli consentì di unire nella sua persona sia il potere temporale che quello religioso. Il Vescovo-Conte Bruno per difendere i suoi imponenti possedimenti fece costruire, fra le numerose opere realizzate, il Castello di Bruneck (Rocca di Bruno) con un crescente insediamento attorno al castello, che divenne in breve tempo la città di Brunico. Il suo ruolo acquisì sempre maggiore peso e la sua figura divenne sempre più influente nel panorama del suo tempo partecipando nel 1274 anche al Concilio di Lione e nel 1286 a quello di Wurzburg. Morì nel 1288 e venne sepolto nel Duomo di Bressanone.

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