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Un profilo di Padre Tiziano Sofia, salesiano nativo di Grantorto nel 1936, e della sua missione in Guatemala (1984-92) con la fondazione di Playa Grande, sono i temi trattati con abbondanza di testimonianze da Gianna Sallustio, scrittrice di Molfetta, nel libro El Padre Bandido, pubblicato alla fine del 2010.

Tiziano lasciò giovanissimo, a nove anni, il Veneto per il Piemonte su invito di don Timoteo Munari. Alla scuola di Don Bosco la sua vocazione sacerdotale e missionaria si manifestò e si irrobustì nell’Istituto Salesiano di Penango Monferrato (Asti), a Villa Moglia in Chieri, a Bagnolo Piemonte, a Lanzo Torinese e a Cuorgnè.

Fin dai primi anni il giovane prete (ordinato il 24 marzo 1962) non ebbe vita facile a causa di operazioni chirurgiche sbagliate che ne minarono la salute, ma anche il suo carattere ribelle gli diede più di un grattacapo dentro la gerarchia ecclesiastica e anche nei rapporti con le autorità con le quali ebbe ad operare. Dovunque le ingiustizie la facevano da padrone e gli stili di vita non erano conformi al Vangelo, la voce di padre Tiziano si levava senza peli sulla lingua a difesa dei deboli suscitando le ire, le gelosie e anche le ritorsioni dei potenti.

La sua prima esperienza in missione (nel 1972) è in Libano presso il Liceo Salesiano di Beirut fra i cedri maestosi e gli insegnamenti di San Paolo. Quindi Teheran fino all’avvento al potere di Komeini; breve esperienza di vice-parroco a Venezia (Bragora) in attesa della nuova missione in Equador (1979-83) e poi il Guatemala: la sua esperienza più significativa. Poi andrà anche in Nicaragua e in Congo.

Playa Grande era foresta dell’Ixcan nel Peten del nord Guatemala quando arrivò Padre Tiziano Sofia. In rapida successione l’opera del missionario, grazie anche a cospicui aiuti dall’Italia e dal Canada, costruì una prima chiesa in legno, un ospedale, il Centro materno-infantile “Santa Teresita”, l’orfanotrofio “Santo Domingo Savio”, numerosi laboratori e poi la nuova chiesa al “Cristo della Pace” che diventerà la cattedrale della nuova diocesi dell’Ixcan. Ora Playa Grande è una città con oltre 62000 abitanti.

Non fu facile per Padre Tiziano far crescere questa realtà e Gianna Sallustio racconta, attingendo dalla fonte diretta del missionario, l’intricato e ostile rapporto con i governanti locali, parecchi dei quali gli complicarono la vita, anzi gli diedero la caccia volendolo morto. Ed è proprio per definire questo travaglio, il titolo del libro El Padre Bandido, un ricercato accusato di mille misfatti presunti o (quasi sempre ) inventati. Finì anche in carcere questo missionario, ma venne liberato grazie all’intervento di alte personalità, perché c’era anche chi lo apprezzava. Soprattutto il popolo Maya del Quichè, al quale dedicò la sua opera, venerava questo “bandito”, il loro Robin Hood. E lo ricercava nel significato migliore del termine.
Recensione
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