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Esistenzialismo in “La Via della Seta - Sete della Conoscenza”

“Fra giardini volanti e stelle cadenti” (paragr. 24), sembra un’immagine che dipinge su sfondo antigravitazionale l’indecifrabile natura dell’Universo, da dove emerge la sua dinamica creatrice in un apparente contesto caotico. Dalla Presentazione dell’Autore: “L’armonia dell’Universo, fatta da una infinità di imperfezioni in evoluzione, è in continua trasformazione: quando non c’è equilibrio c’è dissoluzione per ricomporre una nuova esistenza” e conclude: “Quando i comportamenti degli uomini rompono l’equilibrio, andando oltre la soglia di tolleranza, vale la legge dell’Universo”. La ricerca di questo equilibrio è quindi il motore che alimenta la vita in un alternarsi di ricomposizione e dissoluzione “dove anche il nostro pianeta Terra respira una armonia cosmica regolando, con il suo campo elettromagnetico, l’evoluzione dei suoi viventi, a volte reagendo agli squilibri planetari con pandemie, ultima il coronavirus” (paragr. 30). Mentre al paragrafo 40: “Lo Spirito eterno della Vita (che sta fuori dal tempo e dallo spazio) si materializza in ogni vivente (mediante l’Uomo tutto si compie)”. “In lui materia ed energia si confrontano e si fondono in un contradditorio duello d’amore e di lotta, mistero che muove il mondo degli umani dando forma a nuove esistenze”. La nascita (materializzazione) per l’uomo ha insito il suo limite congenito, la cui comprensione rimane un mistero, sospinto secondo l’Alighieri da “Amor che move il sole e l’altre stelle”.

Rino Piotto nella sua concezione esistenziale va oltre il dualismo occidentale corpo-anima e presenta una sua “visione d’Oriente” che fa riferimento a un ”Io invisibile”, identificabile con la persona smaterializzata. In un certo senso questo “Io invisibile” potrebbe essere assimilato all’anima, ma si differenzia per una ben marcata identità esistenziale “attraverso un percorso faticoso di gioie e di delusioni” (paragr. 40) ed è proprio questa identità che lo caratterizza. “L’Universo è in continua trasformazione e ciascuna identità umana ne prende coscienza a modo suo, per cui esistono tanti universi quante sono le persone pensanti” (paragr.39). La persona, con la sua volontà e la sua identità, è prioritaria: “più spendi di te più ti conosci (Socrate) e più risplende la tua identità che, come hai capito, sta sempre al centro nell’Infinito” (paragr. 36).

L’Uomo (Io invisibile materializzato) deve essere cosciente che il limite congenito della sua natura umana gli impedisce di comprendere il processo della sua incarnazione. Lo capisce camminando sulla Via della Seta “Il saggio più conosce, più si rende conto di quanto l’ignoto lo sovrasta: camminando verso Oriente insegue la sua ombra, che si allunga al tramontar del sole” (paragr. 38). Eppure gli è concesso di entrare nel Mausoleo della Conoscenza “Mi trovai, senza rendermene conto (Io invisibile), all’interno di questo mausoleo che, con mia stupefacente sorpresa, era vuoto. … ma la sua anima (del sovrano) occupava l’intero spazio infinito, pronta a reincarnarsi in un’altra esistenza terrena” (paragr. 3). E di rientrare nella realtà sensibile “Nel riprendermi da queste sovrumane visioni mi ritrovai nuovamente fuori da questo enigmatico mausoleo. La sensazione fu quella di uno stacco, di un risveglio quasi improvviso come da un sogno …. emergeva dentro di me la percezione di vivere in una nuova dimensione, capivo che non ero quello di prima” (paragr. 4). Il sogno, ecco un mondo tutto da comprendere, e la constatazione che tutto cambia, anche noi siamo in continua trasformazione. Dal paragrafo 24: “Samarcanda è tutto questo e ancor di più, centro di un mondo surreale che sussurra poesia dai suoi orti e giardini fioriti, immortalati in romantiche miniature, che cantano con voce di fonte … anche se sono molti, e in periodi diversi, coloro che l’hanno trascurata e mandata in rovina. Adesso che hai capito, puoi immaginarti, fra giardini volanti e stelle cadenti, la tua Samarcanda: quella che non c’è perché non è mai esistita, quella che non muore perché tu la ami, quella che è solo tua e nessuno potrà mai distruggerla”. Vien da dire ”Amor sognante si fa realtà: il creato”.

Se -come è già stato detto- la bellezza salverà il mondo, è però prioritario creare le cose belle. E’ quindi la creatività a far esistere il mondo rinnovandolo in continuazione “perché gioca con il tempo in modo intrigante, alternando senza una logica apparente la storia del passato e anticipando quella del futuro nell’unico momento percepibile: il presente …. perché passato, presente e futuro sono una cosa sola nell’unico momento dell’eternità, che sta fuori dal tempo” (paragr. 7). Come rendersene conto, lo rivela Narghise (guida spirituale del libro) “Un altro giorno, mentre stavamo attraversando il deserto, mi disse: “Sembra senza vita, ma è pieno di vita. Chiudi gli occhi e guarda dentro te stesso con il terzo occhio dell’anima”. Mentre facevo come mi aveva detto, quasi per magia, il tempo presente, il passato e il futuro si fusero insieme e il deserto appariva pieno di vita: carovane con migliaia, anzi milioni di persone, animali e cose, andavano avanti e indietro in uno scambio sinergico dove ognuno trasmetteva agli altri la propria essenza: una meraviglia!” (paragr.39). Ecco il segreto: lasciarsi illuminare dando campo al nostro Io invisibile, che manifesta la propria identità nell’esperienza umana. Ciò significa vivere l’eternità, come il monaco buddista del V secolo, Fa-hien, che ritorna per dare un’altra testimonianza di saggezza “sa trasmettere ancora un messaggio leggibile e visibile librandosi con la forza antigravitazionale, che decodifica quel misterioso filo di ragnatela (seta) che esce dallo scrigno del Mausoleo della Conoscenza. Il suo Io invisibile infonde l’energia che guida i mortali veleggiando con il suo corpo immateriale sopra le cose del mondo sensibile, come sa fare il bimbo che nel sogno riproduce il suo tempo (passato o futuro), come ha fatto la vecchierella dagli occhi di fuoco del Dehqon Siyob Bozori di Samarcamda, luogo simbolo dello scambio più nobile” (paragr. 36). Perché se è vero che ci sono tanti universi quante sono le persone pensanti, la loro esistenza ha senso solo se entrano in contatto fra di loro “in una dinamica dove più spendi di te più ricevi per te. Ricchezza vera, non apparente, quella che doni e poi ti ritorna dall’incontro sinergico con chi ne è fedele custode” (paragr. 12).

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