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La Via della Seta - Sete di Conoscenza
        Ognuno è figlio del suo tempo

Ognuno è figlio del suo tempo. Inesorabilmente. Anche “La Via della Seta – Sete della Conoscenza”, il libro di Rino Piotto che è uscito nel mese di maggio 2020, è pertanto frutto del tempo della pandemia da coronavirus. I suoi caratteri somatici sono evidenti nella singolare struttura composta da 40 paragrafi, mini capitoletti a tema, che richiamano la quarantena. Quaranta sono anche le sue pagine, più la copertina, che rappresentano un estratto ermetico di una composita e variegata sintesi di argomenti diversi: dagli appunti di un viaggio dell’autore in Uzbekistan alla lettura e rielaborazione di una decina di libri sull’Asia Centrale, suggeriti dalla guida del viaggio, inoltre ci sono sorprendenti rivelazioni sui personaggi storici e sui luoghi, nonché riflessioni dell’autore su temi esistenziali, di attualità e di riscoperta “di un patrimonio archeologico incredibilmente dimenticato”. Non mancano, infine, sprazzi di spiccato lirismo.

Al di là di questi esperimenti innovativi, non meno importante è il messaggio, o i messaggi, che il testo cerca di lanciare partendo dalla Via della Seta: un percorso commerciale che fin dall’antichità ha unito l’Oriente all’Occidente in uno scambio non solo di prodotti, ma in particolare favorendo una osmosi di feconde conoscenze fra popoli diversi. La Via della Conoscenza diventa così l’asse portante dell’originale lavoro di Rino Piotto, poiché “su questa Antica Via ogni passo è una nuova conquista che rende visibile l’invisibile”. “Il messaggio è chiaro ed è uno stimolo alla scoperta senza mai accontentarsi di quello che si è imparato: premessa per riprendere il cammino, andando oltre”.

Un occhio particolare viene dato al rispetto per l’identità di ciascuna etnia affinché ogni popolo possa concorrere con le proprie potenzialità e peculiarità a comporre il grande mosaico dell’umanità. Non passano inosservati, pertanto, i crudeli massacri di tante popolazione al sorgere di immensi imperi, o il fallimento del sistema sovietico nel tentativo di omogeneizzare le diverse etnie per imporre un’economia integrata. “dove non c’è identità non c’è l’Io, cioè la persona che vive e sogna con la sua dignità”.

Andare oltre a quanto è possibile constatare di persona significa, inoltre, dare spazio alla creatività e alla fantasia per trasformare i sogni in realtà in un gioco dove il verosimile appare più vero della realtà. Luoghi mai visitati dall’autore, come il Turkestan cinese, vengono assimilati e descritti alla stregua di quelli visitati di persona, come Bukhara o Samarcanda, mentre personaggi storici conosciuti, come Marco Polo, vengono trasfigurati con nuova luce, così come altri sconosciuti, come il monaco buddista di Gandhara, Fa-hien (V secolo), escono dalle biblioteche, venute alla luce di recente dagli scavi archeologici di Turfan (Turkestan cinese), per raccontarci il loro diario di viaggio.

Anche la dimensione cosmica è un pilastro importante, non solo per quanto riguarda il pianeta Terra “che respira un’armonia” nell’immensità dell’Universo, ma anche i singoli viventi, dei quali “risplende l’identità che, come hai capito, sta sempre al centro nell’infinito”.

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