Servizi
Contatti

Eventi


Oriana Fallaci. Amore, vita e morte nelle sue opere

www.santacroceonline.com
12 maggio 2016

Nicoletta Corsalini, poetessa, saggista e scrittrice di origini bonefrane, con le sue iniziative culturali puntualmente si pone all'attenzione del mondo letterario. Di recente, presso la prestigiosa Biblioteca Comunale Lazzerini di Prato, ha presentato il volume "Oriana Fallaci. Amore, vita e morte nelle sue opere". Alla presentazione del libro sono intervenuti Franco Neri, direttore della biblioteca, Osanna Vannucci, presidente dell'Associazione Dockyart, Pina Vicario, scrittrice ed editrice (Edizioni Agemina) e la professoressa Francesca Sorrentino.

Un nuovo ed originale volume – dunque – all'attenzione di un pubblico più vasto – dopo una faticosa ricerca biografica su una scrittrice e giornalista particolarmente attiva nel panorama della cultura internazionale. In questo caso si tratta di un saggio prezioso, documentato e attento alla ricostruzione delle esperienze, dei fatti e degli eventi narrati, che sicuramente stimola di più a conoscere meglio l'opera e la filosofia di vita di Oriana Fallaci.

Nicoletta Corsalini è una appassionata studiosa del personaggio. In questo volume, ricco di documenti, di lettere, di articoli e di fatti inediti, intrisi di profondi passaggi emotivi, traccia brillantemente un'analisi letteraria della scrittrice, esaltando l'inventiva di un lessico piacevole, segnato da una vis espressiva efficace e coinvolgente.

Le tematiche fondamentali dell'opera della Fallaci vengono estratte con cura, per evidenziare il groviglio sentimentale di un vissuto trascinato fino alla morte.

Amore, vita e morte consentono al lettore di cogliere problematiche sempre attuali che schiacciano i valori umani. Nonostante ciò, anche se talvolta l'esistenza è brutta, lo spirito riflessivo personale inspiegabilmente vola in alto. Pulsano gli enigmi e le contraddizioni dovute ad una ratio inafferrabile e terribile. Riaffiora il peso delle delusioni. Lo smarrimento spinge verso l'ignoto. Ma, in punto di morte, si riesce a cogliere il sussurro di un bacio, il piacere di un cibo, la scossa di una gioia che riscatta le lacrime e ogni tipo di sofferenza e di perdita ideale.

Insciallah. Nella vita – in definitiva – si può trovare il bene che riscatta il male. Così ritorna con vigore la voglia di amare, di desiderare e di lottare per raggiungere una meta. Ritornano di nuovo le paure, le debolezze e le sfide che l'uomo deve assolutamente vincere se vuole sopravvivere.

In "Se il sole muore" la riflessione della Fallaci è graffiante e lapidaria: "Abbiamo paura della morte, del buio. Non vorremmo morire: però la morte esiste, partoriamo figli che partoriranno altri figli, all'infinito, e questo ci regala l'eternità. Non dimentichiamolo: la Terra può morire, può esplodere, il sole può spegnersi, si spegnerà. E "Se il sole muore", se la Terra muore, se la nostra razza muore con la Terra e il Sole, allora anche ciò che abbiamo fatto fino a quel momento muore. E muore Omero, e muore Michelangelo, e muore Galileo, e muore Leonardo, e muore Einstein, e muoiono tutti coloro che non sono morti perché noi viviamo, perché noi li pensiamo, perché noi li portiamo dentro e addosso. E allora ogni cosa, ogni ricordo, precipita nel buio con noi. Salviamoli, dunque, salviamoli". Riflessioni risalenti al lontano 1965, sempre attuali.

Nei suoi scritti Oriana Fallaci si impone come donna sensibilissima, tutta al femminile. Denuncia ogni forma di ingiustizia. Rilancia la stagione dell'amore. Privilegia Eros, l'amore, le pulsioni che animano la vita. Riflette su Thanatos, la morte, quella forza dal cuore di ferro che tenta di distruggere ogni esperienza umana. Nel romanzo "Penelope alla guerra" , alla fine degli anni Sessanta, anticipa di gran lunga le tematiche sul ruolo della donna nella società.

"La protagonista rifiuta di essere una Penelope che tesse la tela, mentre a casa aspetta Ulisse partito per la guerra. Desidera, invece, come Ulisse, vivere nuove esperienze e viaggiare alla scoperta di Paesi, per lei sconosciuti e misteriosi, come l'America".

La Fallaci mostra un carattere battagliero nel descrivere la realtà. Grida contro i soprusi e gli imbrogli. Ricerca la verità in tutto ciò che accade. E la riferisce intrecciando abilmente nelle sue comunicazioni lo stile del giornalismo con quello della letteratura.

Nicoletta Corsalini è bravissima a tirar fuori in ogni testo della Fallaci il palpito di un io narrante fertile e particolarmente riflessivo su questi argomenti che animano ogni filosofia di vita.

Dopo il libro di narrativa "Sassi sulla strada", scritto assieme ad Antonio Ranellucci, una silloge di racconti di donne umiliate e violentate nel passato nella piccola realtà rurale di Bonefro, Nicoletta Corsalini continua ad arricchire la sua rassegna libraria con questa nuova edizione sulle opere della Fallaci. E a veicolare – tra passato e presente – il senso che bisogna dare al nostro tempo in difesa della dignità umana. Ha conseguito importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali.

Il saggio su Oriana Fallaci è stato premiato recentemente al Concorso Nazionale Nerosubianco, tenuto a San Marco dei Cavoti, in provincia di Benevento. Un riconoscimento – pertanto – senz'altro meritato da Nicoletta Corsalini – profonda conoscitrice del linguaggio della poesia – impegnata ad onorare le sue origini molisane con l'arte della parola, intrisa di costrutti lirici e di profili lessicali che portano chiunque ad amare i suoi scritti, a riflettere sulle antinomie del nostro tempo e sulla enigmatica dimensione dell'io.

Recensione
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza