Servizi
Contatti

Eventi


Quella luce che tocca il mondo è il bellissimo titolo dell'ultima fatica di NdSB, che consta di 80 liriche articolate in tre sezioni e tramate di versi armoniosi e ombrosi/luminosi che ancorano la poetessa di Partanna alla linea novecentista di matrice simbolista-ermetica. Questa valutazione non si fonda unicamente su elementi formali, ma anche sui temi privilegiati dall’autrice, ad es. l’assenza (opportunamente evidenziata nella partecipe prefazione di E. Giachery) che, stante la famosa intuizione di A. Bertolucci, diventa una “più acuta presenza”. La sua è una poesia pura, che non si contamina con le vicende e le miserie terrene (“Il mondo è senza eroi/vascello che inabissa i suoi marinai”, p.36), limitandosi a sfiorarle con un semplice colpo d'ala, cosicché risultino sublimate e riscattare per il tramite di un linguaggio prezioso e terso, dalla purezza cristallina. Secondo Montale “i poeti laureati | si muovono soltanto tra le piante | dai nomi poco usati”. L’autrice, che a buon diritto appartiene alla categoria summenzionata, non si muove solo nel regno di Flora (viburno, convolvolo, vetrici, ecc.) ma lo oltrepassa di slancio (albedo, alidore, uligine, ecc.). Insomma NdSB, si mantiene fedele alla poetica seguita nelle precedenti opere, resistendo qui come là alle lusinghe dell'antinovecentismo, delle avanguardie vecchie e nuove e del disincanto postmodernista.

Si resta ammirati di fronte a tanta perizia, affinata in un lungo corso di militanza poetica e critica, su cui si sono pronunciati i più importanti critici letterari italiani. Si resta ammirati di fronte ad un respiro lungo che, di testo in testo, svolge l’avventura dello spirito, intessuta di meditazioni, slanci, ripiegamenti e accensioni. Queste poesie si distribuiscono variamente e tendenzialmente sull'asse verticale terra/cielo e conseguentemente sulle polarità luce/ombra e suono/silenzio, ma tale distribuzione non è ovviamente rigorosa dato che deve scontare quella che chiamerei la "visione fusionale" degli elementi delle tre coppie. Le parole, come prigioni michelangioleschi, tentano di liberarsi dall'ombra per farsi ricettacolo della luce. E non vi deve essere alcun dubbio che tale luce, senza rinnegamento del fenomeno fisico, è quella della poesia “che tocca il mondo” tanto quanto “tocca al mondo”.

Le parole che il poeta pronuncia sono sempre una sfida al silenzio che le stringe da presso. Ciò è tanto più vero in questo libro dove la parola/tema "silenzio" è talmente ricorrente che non può essere ignorata (“C’è un discorso inconchiuso | tra me e il silenzio” si legge a pag.68). NdSB sa bene che la parola poetica, anzi ogni parola, si deve giustificare di fronte al silenzio e alla sua infrazione; deve essere perciò se non una parola assoluta, almeno una parola necessaria o urgente. E di necessità e urgenza si può e si deve correttamente parlare per Quella luce. Ma neanche il silenzio sfugge all’ambivalenza generale delle cose del nostro mondo. Ora assume una connotazione negativa come stato contiguo all’ombra (“La sconfitta è rimanere | fianco a fianco nel precipizio | d’ombre, nei silenzi arresi | dell’ultima imperfezione”, p.47); più spesso è premessa di rigenerazione e di apertura alla verità (“Ti rigeneri ai riflessi di un silenzio | che ti attraversa l’anima e ti narra | i pochi istanti di verità”, p.21) o approdo finale dell’anima inquieta (“E poi spingere l’anima a quel silenzio | che spande in mille rivoli l’aurora”, p.91).

La poesia di NdSB aspira a farsi canto: ora spiegato e effuso quando è la nostalgia del cielo che lo muove, ora umbratile e dimesso quando lo sguardo si posa sulla terra. E a proposito di quest’ultimo aspetto si deve porre in risalto un naturalismo continuamente rampollante e continuamente trasfigurato dal variare degli stati d’animo del soggetto. A questo punto mi pare evidente che la cifra di fondo di questa poesia è quella di un alto, superbo manierismo elegiaco, che riconosce le proprie radici e le proprie ascendenze nella coppia Pascoli-D'Annunzio e nel Quasimodo prima maniera.

Quella luce che tocca il mondo appartiene per molti aspetti alla categoria dei libri conclusivi, cioè di quei libri dopo i quali è difficile se non impossibile immaginarne altri, ovviamente da parte dello stesso autore. A meno che non si voglia commettere l’errore di ripetersi. Ma NdSB è una donna e una poetessa capace di qualsiasi sorpresa.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza