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Dopo la lunga stagione poetica iniziata nel 1998 e costellata dalla pubblicazione di quattro volumetti di versi, Franca Olivo Fusco, stimolata da molteplici interessi, ha intrapreso un più variegato percorso di scrittura attingendo al suo amore per il cinema ma anche per l'opera lirica. Senza dimenticare di certo la poesia, capace di diventare elemento indispensabile per un affascinante intreccio. Ne sono espressione Cinema & Poesia del 2004, e in rapida successione Va, pensiero e Nessun maggior dolore.

Frutto di una nuova e indubbiamente faticosa ricerca è il libro che l'autrice triestina presenterà domani alle 17.30 nel salone dell'associazione Panta. Rhei di via del Monte 2 a Trieste. La pubblicazione, dalla copertina che propone una scena del viscontiano Senso, s'intitola Arie d'opera al cinema e ha la puntualizzante prefazione del giornalista Giorgio Placereani, e una nota introduttiva della stessa Fusco.

Il libro si dipana attraverso cento arie d'opera, arie "principali", come sottolinea l'autrice, per distinguerle da altre .che sono soltanto citate. E per ogni aria un film di cui viene raccontata la trama, vengono ricordati gli interpreti, precisate le date, così come per ogni aria viene descritto il momento del film in cui la si canta. Il tutto con grande pignoleria che rimanda certamente all'impegno riversato da Fusco in questa sua ricerca, per cui ha visionato un'infinità di pellicole.

Nel testo non vengono rivisitati ne film biografici, riguardanti cioè la vita di celebri compositori, ne film-opera. Riguardo ai compositori poi, l'autrice nella sua nota scrive che Giuseppe Verdi, come nei due saggi precedenti da lei firmati, "fa la parte del leone". E infatti è proprio con "Addio, del passato..." da La Traviata composta nel 1853 da Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, che si apre il saggio. Opera questa, la cui scena finale segna l'inizio del film di Ozpetek del 1999 "Harem Suare".

E vogliamo ancora citare la presenza di Verdi in queste pagine? Ecco, tra l'altro, da "Un ballo in maschera" l'aria "Alla vita che t'arride"...Qual è il film che la ri prende? E' "Novecento atto I" del 1976 del grande Bertolucci, e anche qui il lettore potrà rivisitarne la vicenda. Certamente "La sconosciuta" il film di Tornatore del 2006 girato a Trieste, è stato visto da un gran numero di spettatori: ebbene, quanti sanno che l'aria cantata da un personaggio minore del film, è "Donna non vidi mai..." da Manon Lescaut di Puccini? Ma non solo, perché veniamo anche a sapere che la stessa aria risuona pure in "Callas forever" interpretato da una bravissima Fanny Ardant. E dopo questi piccoli "assaggi" da Arie d'opera al cinema, ci piace ripetere ciò che Placereani dice del libro: "...è un vero evocatore di ricordi amati".

19 giugno 2011

Recensione
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