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La plaquette divisa in sezioni, trova anche uno spazio interessante per la prosa dal titolo «Brevi incontri». Ma il discorso critico, che tocca tutte le sezioni liriche in fondo, incontra una sua linea diretta con le pagine in prosa, densi esempi di una situazione in tratti eleganti e suggestivi.

Ferdinando Banchini riunisce in questa pubblicazione i motivi emblematici della vita quotidiana, caleidoscopio facile di tanta parte delle ore, delle ansie, delle speranze piccole grandi che danno comunque un senso alto scorrere del tempo nella banalità sempre e dovunque presente dell'esistere. Così I attesa per cui la banalità si frange nel pieno di un attimo, nell'eco perlomeno signilicativo di una goccia di mare, porta il desiderio di una tensione pià alta all'ispirazione (barlume di speranza nell'angoscia traumatica che l'esperienza insinua di tanto nelle vene, forse per una felicità intravista, mai colta) di una redenzione, di un filo di sacra purezza in cui l'uomo possa affondare nel bene e nel male senza dannazione: dona alla poesia cli Ferdinando Banchini un affetto lirico non tanto di scavo metafisico, o di mutevole impegno, quanto di abbandono mistico alla spiritualità che il messaggio religioso ci riporta nel cuore, per atti, per gesti, per lampi e slanci: il divino muove il creato nella varietà dei canti, e la varietà s'allarga nelle ombre e nelle luci dell'essere uomo: «Cercarti. Dove, se non nel profondo | respiro che inesausto corre il mare | assorto nella pace mattutina; | se non in questa trina | lieve di spumatuo riso giocondo — | che coi ciottoli scherza e le conchiglie? | E dove amarti, se non è nel canto | tuo limpido che il sole mite sparge | su borghi, campi, vigne e tutto l'ampio | verde piano disteso alle colline | in cerchio festose, | svanenti in misteriose lontananze? | Dove, dove pregarti, se non sotto | un cielo-vivo palpito-gremito di stelle, tuo infinito | armonioso sogno? Dove, Signore, | se non in mezzo a tanta tua profusa | luce d'amore?».

E nella speranza si trascolora l'infinita volubilità dell'esistere, prende colore la candida purezza che il bimbo accompagna o l'alba insidiosa che l'adulto incontra nel labirinto degli stupori, delle meraviglie e delle realtà. Sentimenti ed emozioni s'intrecciano nello sguardo limpido che la parola propone sul mondo, così, specialmente nei momenti in prosa, quando il ritmo narrativo interpone, quasi specchio di un'inquietudine dell'osservazione esemplari sussulti, rapide contrazioni di un paesaggio, di una situazione, di un ambiente colti nel preciso silenzio dell'immobilità o nello scatto annunziato del movimento.

Recensione
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