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Strambotti per viola d’amore, rispetto a Villaggio fra le braccia di Morfeo, s’articola in più complesse organizzazioni, tra memoria e problematica semanticamente schiusa al vibrante paesaggio familiare, o più distesamente connotata da una tensione sempre raccolta, misurata, dalla gestualità sociale: entro tale tematica si inseriscono rilievi esistenziali, emozioni e figure in orizzonti agresti o in elementari sapori d’esperienze alienate, in colori e registri mossi a volte in lontananza a volte in regioni vicinissime… Così l’amore si mostra nel ritaglio di lirica cortese, di luminosità accesa e dilatata che ritma sensi e fatali iterazioni, in una sorta di pienezza carnale e di purezza primitiva, aureolata d’incanto e di virile dolcezza: i richiami sessuali si sfogliano nel caldo profondo della varietà delle valenze erotiche, utilmente recuperate ad un largo scandaglio psicologico.

Altrove, specie nella sezione “Se dura l’inverno”, si crea una sottile inferenza fra il livello più chiaramente fonoprosodico con il livello, più emblematicamente dominante, dei contenuti, mediante un percorso, di lineari isotopie, d’intrecci ipertestuali, di effetti timbrici.

Filippo Giordano coglie della società i fattori, combinati e per lo più inseriti in un codice di relazione e di valori, che sconvolgono, fanno fluttuare, trascinano per collettive pratiche la coscienza dell’uomo, alterandone o reprimendone i naturali bisogni: “Eppure esistono le spalle sensibili | al peso delle ingiurie. | Le teste pronte a diventare protesta. || Dieci giorni di sciopero: | i problemi appesi ai cartelli: | grugnito sputato al vento. || Siamo ritornati all’ovile | stritolati da catene secolari: | anelli di rassegnazione intrecciati”. Il mondo appare a Filippo Giordano come drammatico itinerario per violenze, per motivazioni esasperatamente religiose, per ossessioni paradigmatiche del corso sociale di questi anni: ma la capacità di assorbire in modo pragmatico l’alterità delle aspirazioni borghesi, degli anonimi orrori delle collettività metropolitane, disgrega la tentazione letteraria di contrapporvi la nebulosa onirica e simbolica, in cui si gioca tempo e prezioso gusto tanta parte delle voci poetanti contemporanee.

L’immaginario poetico si determina qui, invece, in strumento efficace di filtri estetici e di inferenze socio – operative.

Recensione
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