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La silloge
Villaggio tra le braccia di Morfeo inserita nel quaderno antologico “Sogni di
nessuno” facente parte della collana “Presenze nella poesia degli anni ottanta”
assieme alle raccolte brevissime di altri due autori, Arnold de Vos e Anna Busà,
tratta, in risonanza, la contrapposizione, (ormai in ridotto di categorie,
d’assenze emblematiche e spazi negati) degli elementi stranianti dal centro
focale delle operazioni nei giorni, latenti, liberate ad una sensibilità
orchestrata in partitura di scandaglio dell’inconscio, attraverso un confronto
(o meglio una linea di tipo retorico | stilistico) nel sotteso messaggio,
esplorazione, dinamica incisione sul filo della concretezza e del segno:
“leitmotiv pregare in chiesa… | talvolta con frequenza modulata | in monofonia
di confessione | ma… la veste da prete | ha viso anonimo e sbatte | a penitenza
un lungo atto di dolore. || (Da quando il di lei fratello | disc-jockey a un
posto di potere | l’incluse | in un pentagramma d’assunzioni | e altri rimasero
fuori)”. E così via, per il sistema culturale l’istanza di una riflessione; di
un particolare organizzato ai ritmi, una semplice equivalenza sul principio
dell’economia, sul fiorire per livelli diversi, le spinte della lingua e
dell’epifania politica, sociale, o pur soltanto religiosa, Filippo Giordano, in
breve scarto delle matrici iconiche, seleziona l’attitudine d’invenzione
mimetico | realistica e le immagini qui tramano la lirica interiorizzazione
dell’asse umano marchiato in curve melodiche e pause per costrizioni manipolate.
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Recensione |
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Villaggio fra le braccia di Morfeo
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poesia
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| Autori |
| • | Filippo Giordano |
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Edizione:
Edizioni Il Vertice Libri
Palermo 1985 |
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| pp. *** |
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| Recensione a cura di |
| • | |
Pubblicata su:
Alla Bottega nr.6/1985
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