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Il mio tavolo si riempie sempre di più di libri da recensire e, a volte, lo svolgimento di tale mansione diviene problematico a causa del tempo. Cerco di rispondere a tutti dopo avere letto attentamente i dattiloscritti o i libri.

Chiedo perdono a molti poeti e scrittori che aspettano da mesi, ma devo fare un'eccezione per Roberta Degl'Innocenti, una giovane scrittrice fiorentina che ho avuto il piacere di presentare in Tv come fine narratrice e poetessa. Ancora, dopo diversi anni, mi chiedo da dove è saltata fuori questa donna meravigliosa, capace di far commuovere i telespettatori con i suoi racconti vivi e pieni di sentimento (Il venditore di palloncini e altre storie, 1995 e L'Azalea, 1998).

Lei ha saputo allargare i suoi orizzonti irrobustendo la sua formazione culturale dando alla stampa opere in versi come Il Percorso, 1996 (1° Premio "I poeti nella società"), ha saputo aspettare per la pubblicazione della seconda raccolta di poesie "Colore di donna" dal titolo un po' capriccioso e provocatorio da dove emerge la donna e tutte quelle sue tinte che colorano il mondo e provocano la nostra vita, riuscendo in una prova di equilibrio fra volontà e sentimento, vivendo la sua poesia con uno stile maturo, saldo e personale, mostrando in ogni pagina di aver trovato il suo veicolo ideale per liberare il suo canto.

Per Roberta poesia in versi vuol dire accordare i suoni al contenuto e ciò si può acuire dalle perfette immagini attraverso la cadenza del lessico sciolto nel versificare libero per un ritmo tutto interiore, mettendo in armonia visione e descrizione, le difficili verità dell'anima, interrogate sugli affanni segreti, sui moti del cuore con un iter all'insegna della metafora e del simbolo, entrambi alla ricerca della verità esistenziale attraverso la poesia, che questa volta ha un profumo di donna. In quest'opera compatta, fortemente unitaria colpisce il verso musicalmente scandito e l'eleganza delle immagini affidate al colore, trovando uno sviluppo disteso e articolato dello spunto, una serie di variazioni sul tema colore-donna, simbolo dell'espandersi e del ripiegarsi della vita.

Le emozioni giocano un ruolo determinante nella tensione interiore dell'Autrice che afferma "Non basta | l'incanto dell'aurora | e il mio sangue | che pulsa e prorompe | nel chiarore del mattino, | a trasformare | memorie | in sequenze di luce".

Recensione
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