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Questa pubblicazione di Roberta Degl’Innocenti, poetessa e scrittrice fiorentina, autrice già da parecchi anni di numerose e interessanti opere letterarie che le hanno valso diversi premi e favorevoli critiche, è notevole, oltre che per i gradevoli contenuti – si tratta di leggiadre fiabe adatte ai grandi e ai piccini – anche per l’accurata e policroma veste tipografica. La singolare abilità narrativa dell’artista le consente di ammantare della luce psichedelica della fantasia vicende e personaggi della tradizione favolistica, che si stagliano sullo sfondo di magici mondi fantastici e che richiamano alla mente le atmosfere che si vivevano nelle fiabe dei grandi autori del passato approdati alla storia di questa particolare branca letteraria. In ogni caso, si deve tenere conto di una sottile differenziazione perché, come accortamente sottolinea il prefatore dell’opera Paolo Ruffilli, valente poeta, pupillo di Eugenio Montale ed autore de La gioia e il lutto, libro di poesia che vanta un record di vendita, quelle presentate da Roberta Degl’Innocenti, sono “fiabe” e non favole, cioè, diversamente da queste ultime, hanno “come protagonisti essere umani e soprannaturali (maghi, fate, streghe e gnomi) e non solo animali”. L’autrice, spesso si cala nelle vesti di narratrice in prima persona – quando non demanda l’incanto ad una bambola – e sollecita con toni suadenti l’attenzione dei lettori – qualunque sia la loro data di nascita – spronandone la curiosità. Se si potesse fare una carrellata in stile cinematografico dei protagonisti delle storie da lei raccontate, apparirebbero nello schermo del nostro immaginario, ad uno ad uno, tutti i personaggi creati magistralmente dal suo onirico talento, ognuno con le proprie peculiarità e il proprio fascino. Gli Spazzacamini Pit Put e il suo amico Bachino di Sego, innamorati della Luna, tanto da commuoverla fino al punto che essa li adotti, trasformandoli da spazzacamini in diligenti scolari che le dedicano i propri versi. Poi "Margie e Fosforina", fate … ma non troppo, che alla fine riescono ad ottenere dal Gran Consiglio dei Maghi il Brevetto di Fate Minime per i Piccoli Servizi, come, ad esempio, la capacità di distribuire baci con le loro bacchette… Proseguendo, s’incontrano Virgola, un coniglietto di peluche, amico di un bambino dall’insolito nome risalente ad uno dei Re Magi, Melchiorre, e di Biancolina, una nuvola da passeggio, che, innamorata di Virgola, lo trasforma in una nuvola come lei e, affacciato con lui dal cielo, saluta Melchiorre che è restato laggiù ma non è solo, perché ora possiede un cagnolino in carne e ossa tutto suo. Poi, man mano, la narrazione continua scorrevole assemblando elementi classici del settore come gnomi, folletti, elfi, animali parlanti ed oggetti personificati, appartenenti anche a mondi particolari, come quello marino con pesciolini animati da una variegata vitalità e bellissime conchiglie colorate. Conclude la serie delle fiabe il "Valzer di Orso Bruno", in cui il protagonista, nel finale, in un surreale luogo incantato denominato Radura Bianca, balla un romantico valzer con il suo amore. Zelinda.

Quest’ultimo racconto, poi, dedicato insieme alle storie successive a suoi cari affetti, su stessa ammissione dell’autrice, è nato primo di tutti gli altri, durante una lunga nevicata, nel corso della quale i fiocchi di neve le sembravano appartenere alla coreografia di una lieve danza. Roberta Degl'Innocenti con la sua scrittura allegramente discorsiva. Possiede la facoltà di adoperare una formula altamente trascinante con la quale tutti i suoi personaggi si muovono in un cosmo vivacizzato da un giocoso spirito di divertissement puro spensierato e giocoso.

Recensione
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