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Perfetta si, nella rima, nel gioco dei versi, nel descrittivo
dell’ambientazione dove in visioni fantastiche o reali figurazioni si svolge la
storia dei sentimenti sempre profondi, mai superficiali, ogni cosa è animata, sl
amplia creando forme, vestendosi di umano per occhi umani, si trasforma per la
percezione fantastica, si arricchisce facendo in modo che tutto divenga un’opera
d’arte in cui si fondono pittura e poesia, con una ricchezza di vocaboli, di
aggettivi.
Un sentire da creature sensibili, una visione della vita
sognante come nelle immagini di Infantili presagi, pessimistica e introspettiva
come nei pensieri adolescenziali o come in quella dello scoprire da adulti la
materialità e lo squallore del trasformarsi del bello, tutto concorre a formare
una poesia varia, scorrevole, mai uguale. che si snoda fra bellezza e orrido,
immaginario e inconscia verità. Le voci vibrano spaventate, i gesti violenti o
teneri movimentano i negozi deserti, le piccole piazze, dove il presente è
sempre oltre, ed il passato ritorna con i suoi riti e le diaboliche
superstizioni. Vapori, sacerdotesse o chierici vivono la notte in luoghi dove
ancora fanno capolino Adamo ed Eva rabbrividenti dl letizia nel boschi dove
ancora non si profila la contaminazione. Sofferenze, forse, privazioni intuite e
viste, forse, non lo sappiamo, inducono il poeta a trasfigurare le esperienze, a
renderle talvolta intornabill, a volta cangiandole in incubi che coinvolgono,
buio e luce, colpe e perdoni, vicoli e miseria, cuccioli e agonizzanti, in un
caleidoscopico poetico a volte cruento, a volte greve.
Metafore e oggettivazioni si mutano dove tutto si anima e
vive nella molteplicità delle scene, una visione lampeggiante e leggera, un
filmato che affascina l’attento lettore fino alla fine.
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Recensione |
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I bordi della notte
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poesia
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| Autori |
| • | Francesco Mandrino |
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Edizione:
Edizioni Tracce
Pescara 1992 |
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| Prefazione di Andrea Venzi - pp. 39 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Tarantosera nr.2/1993
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