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Echi e ritmi classici per questa
raccolta poetica di Roberta Degl’Innocenti, che troviamo davvero gradevole per
come sa modulare ed atmosfere, ma anche un richiamo (casuale?) alla pittura
contemporanea “Donna luna” di Jackson Pollock nelle primissime pagine, lirica
“Ragazza luna”, in cui vive un mondo fantastico e primordiale, che scorre del
resto per tutta questa silloge, ricca di un “sentimento panico della natura”,
che nella prima parte spesso si identifica con figure di “streghe”, con il regno
della fiaba e una rete di incroci simbolici. “Che mi venga a trovare un sorriso
| gonfio di petunie, un’alba tiepida, | un rosso madrigale. | – Lo so – solo i
bambini hanno occhi grandi. | Conosci la magia del bosco?” (da Filo
saltimbanco).
Se la natura è al
centro della prima “stanza” dal titolo “Sogno incantesimo”, in “Graffiacelo” si
insinua una nuova sensuale nota, un po’ malandrina. Il canto è sempre
formalmente accurato, immaginifico ma misurato.
“Venite! Sono io
il pifferaio scalzo. – afferma in “Serenate di grilli” – Sopra cieli cobalto
mastico nuvole | di fiele. Pionieri i versi, gracili pensieri, | arcobaleni
funamboli alla sera. Dietro ventagli amori un seno di fanciulla di rosa si
colora.”
Il principio femminile prende coscienza e si espande, compare un erotismo più
marcato. Ma poi ci sono i “Viaggi indiscreti” e una “Rosaviola” che è un po’ la
metafora della vita come potrebbe essere se sapessimo spogliarci di false
sicurezze e di contorte mentalità.
Spazio anche
alle liriche dedicate alla sua Firenze.
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Recensione |
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D’aria e d’acqua le parole
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poesia
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| Autori |
| • | Roberta Degl'Innocenti |
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Edizione:
Edizioni del Leone
Spinea 2009 |
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| Prefazione di Paolo Ruffilli - pp. 88 |
| prezzo: € 10,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Bacherontius nr.4/2009
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