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Luigi Pumpo intorno a Maria Luisa Daniele Toffanin

“Dinanzi alla contemplazione del mare e al potere di magia che esso esercita con suo ignoto quale grembo immenso della vita la poetessa si spersonalizza, oblia la sua specifica identità di essere superiore e si trasforma in una compenetrazione e sintesi di elemento panico, ninfa salmastra, onda schiumata d’ansia. Delusa dalla mancata conoscenza dell’ignoto destino, ritorna ad essere donna, che aspetta dal sole al suo interrogativo la risposta chiara.” (Per la poesia “Sono”)

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“La poetessa, presa dalla morsa del dubbio e del mistero, mai chiariti per la scarsa luce, che ci mandano le stelle smunte, chiede all’amica del cuore, che ora riposa con i suoi pensieri se è destata da nuova alba e se gode dell’infinito orizzonte doro, che richiama gli amati girasoli, e se l’Oltre è lucente in slarghi d’azzurro. Chiude la lirica con la speranza che questa sosta e attesa non siano illusione, ma la certezza di rivedersi al consueto angolo del sole.” (Per la poesia “Non sei più”)

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“C’è nelle sue poesie soprattutto una fede che conforta e sostiene per la sua indiscussa lealtà e c’è la ricchezza dell’ispirazione che presta godimento allo spirito e all’emozione del cuore.” (Per il libro “Per colli e cieli insieme mia euganea terra” )

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