Servizi
Contatti

Eventi


Fratelli d'Emilia

Chi, più degli abruzzesi, può capire il dramma che, in questi giorni stanno vivendo i fratelli emiliani? Anche noi, colpiti da un evento disastroso appena tre anni fa, e che ancora mostra tracce profonde, abbiamo voluto esprimere la nostra solidarietà inviando subito una colonna di soccorsi. Ma non solo quelli che, dalla nostra regione, sono partiti per le zone terremotate hanno rivissuto le angosce di una esperienza traumatica e incancellabile. Anche i cittadini comuni si sono sentiti, si sentono, idealmente vicini.

Stesse paure, stesse insicurezze, stesso senso di impotenza di fronte al tradimento messo in atto dallo svanire delle certezze più radicate. Il tradimento perpetrato dalla terra, dalla casa, dall’ultimo rifugio contro ogni insidia. Anche la casa mi abbandona? E allora? Che fare?

L’imprenditore, gli operai guardano smarriti il tetto e le mura crollate della loro fabbrica. Il crollo del loro lavoro. Perdite irreparabili. Funerali, pianto dirotto di padri, madri figli e congiunti. Omelie struggenti di parroci di paese. Ospedali in fibrillazione. Parole ambigue di tecnici e scienziati. Presenze rituali di autorità. Operosità generosa di vigili del fuoco, volontari. Lo stesso volto del Cristo e della Madonna della pala d’altare salvata dalle macerie della chiesa diroccata è più sofferente. Mattoni, pietre, polvere che appesantisce l’aria. I campanili spezzati. L’arte oltraggiata. Le proprie cose, le più intime e personali, esposte in uno squarcio di camera da letto. Pareti da cui pendono ancora quadri e lampadari. Seduto su un lettino da campo o su una sedia di plastica, un vecchio guarda nel vuoto di un incerto futuro. I bambini, ultima speranza, giocano fra le tende. Qualcuno raccoglie le poche cose salvate. Mancano le proprie medicine quotidiane, le proprie abitudini e, soprattutto, i propri strumenti di lavoro… il lavoro di una vita spazzato via in venti secondi. E la terra trema ancora. Può succedere di nuovo? Come dormire, come vivere? Queste cose noi le abbiamo vissute, fratelli emiliani. Eppure siamo ancora qui, noi che siamo vivi risorgeremo e lo farete anche voi che siete altrettanto forti e gentili. Un caro abbraccio da tutti noi abruzzesi!

31/05/2012

Materiale
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza