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Il Signore gioca a palla

Il Signore gioca a palla, pagina dopo pagina, con la potenza dei sentimenti sembra accompagnare il lettore a un simbolico fonte battesimale, lavacro di rigenerazione dopo il percorso della malattia, rinnovamento e illuminazione dello spirito nel segno di una profonda religiosità alimentata da “un amore che non avrà mai fine”.

L’opera, dedicata in esergo dall’Autrice al padre scomparso, si dipana in toccanti capitoli modulati da emozioni e affetti: “amicizia, fratellanza, accoglienza, guarigione, crescita spirituale, amore coniugale, materno e filiale, accettazione della sofferenza e di ciò che è incomprensibile all'uomo, parla insomma di quell'incredibile avventura che è l’esistenza”.

Come si evince dalla prefazione al libro, curata dallo scrittore e poeta Rodolfo Vettorello, sembra quasi che la piccola Ilaria “abbia insegnato a tutti, compresa la mamma, un comportamento corretto davanti agli eventi dolorosi della vita”, soprattutto che l’unico atteggiamento giusto da tenere quando infauste vicende si abbattono sulle nostre esistenze, è quello di rimettersi incondizionatamente alla volontà del Signore.

La trasparenza dei sentimenti, la ricerca di significati, la certezza della fede condivisa da tutti quelli che, in qualche modo, hanno sperimentato il dolore e il miracolo del recupero della salute testimoniano che: “Basta avere il cuore aperto a ricevere, basta fare spazio dentro di noi, quello spazio che solo i bambini sanno riservare al Signore, perché per loro è ancora normale che Qualcuno sussurri loro parole piene di pace”.

E proprio Ilaria, con lo stupore della sua limpida sensibilità, attraverso la sofferenza ha imparato a percepire un mondo di trascendenza e a dialogare con gli angeli e con Dio. Siamo di fronte all’impenetrabile, al mistero dei misteri cui la nostra mente si rivolge timorosa e confidente.

Il senso dello stupore della fede ci rende consapevoli della nostra imperfezione e dell’esistenza del dolore nel mondo, ma, più di tutto, della meravigliosa bellezza della vita.

Il Signore “arriva sempre al momento giusto, quando più c’è bisogno. E non si preoccupa del giudizio degli altri: stare vicino ad un bambino può voler dire anche solo aiutarlo a giocare a palla rilanciata”.
Scrive Vettorello: “Ilaria è sempre il catalizzatore di ogni vicenda e tutto ruota intorno a lei e alla sua esperienza spirituale ed è sempre lei ad evocare e a dare vita propria a un mondo che, per la maggior parte di noi, appartiene alle nostalgie dell’infanzia”. E ancora: “Ilaria ha insegnato a Valentina, tra le tante cose, anche la pazienza. La forza di attendere che le risposte vengano al momento giusto, senza fretta, tranquillamente, spontaneamente, con la necessaria maturazione”.

Nel romanzo si ritrovano, in un ideale seguito, tanti diversi e sostanziali personaggi già incontrati nel libro della Palleri Ali di farfalla, che tanta commozione ha saputo suscitare nei lettori: bambini ormai cresciuti come la stessa Ilaria, protagonista degli straordinari fatti narrati nel libro, mamme, legami di amore, dolore e amicizia nati nel ritrovarsi in reparto e in day hospital, luogo ancora frequentato, e, soprattutto, i fratelli, il papà, i nonni, in un’empatia che coinvolge tutti.
Particolarmente significativo è il capitolo Fra le tue braccia, in cui, sullo sfondo della Via Crucis a Medjugorje, i profumi di gelsomino, lavanda e mirto evocano un percorso divino che commuove e rasserena. Consapevolezza ed essenza dello spirito, unicità di preghiera e di fiduciosa attesa scandiscono una comunione di fede e d’intenti con persone a volte sconosciute eppure affini per problematiche di vita e di pensiero “perché la vita è sprecata, se non la si spende per gli altri”.

La fede nasce da un incontro d’Amore e nell’Amore che nutre la speranza manifesta tutta la salvifica verità del Signore che supera le nostre pene e le nostre debolezze. Solo chi ha conosciuto la vampa di questo Amore sa comunicare agli altri il vivere la fede come meraviglioso dono che conduce alla salvezza dell’anima.

Valentina Palleri è nata a Pescara, dove vive. Insegnante di Lettere e di Storia dell’Arte, ha un passato come pubblicista (Il Tempo, Il Messaggero, D’Abruzzo etc.) e come addetto stampa nel settore culturale, turistico, enogastronomico (Fiavet Abruzzo e Molise, Ecotur-fiera internazionale del turismo verde, Sapori e Tradizioni d’Italia - catena nazionale di ristoranti tipici). Ha pubblicato diverse opere di narrativa premiate in numerosi concorsi letterari nazionali e internazionali. Parte del ricavato della vendita dei suoi libri è destinata ad attività di beneficenza.

Recensione
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