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Il Traghettatore. Pescara raccontata dai Pescaresi

È uscito con grande successo, giovedì 22 ottobre 2015, l’atteso docu-film “Il Traghettatore. Pescara raccontata dai Pescaresi”, ideato, scritto e diretto da Alessio Consorte che, con questa pellicola, debutta come regista. È il ricordo di fatti vissuti dai cittadini, ma trasfigurati dalla memoria in una città reinventata, che possiede i difetti e i pregi tipici di una provincia italiana proiettata nella dimensione del terzo millennio. Protagonisti sono i suoi abitanti e il suo territorio che l’autore presenta con ritmo serrato, analisi introspettiva, coinvolgenti immagini fotografiche e suggestioni musicali in spaccati di realtà attuale stratificata su una storia lontana.

La pellicola nasce da un lavoro in cui Alessio Consorte, per oltre un anno e mezzo on the road in bicicletta, munito di telecamera, senza contributi e dunque da indipendente, ha visitato tutti i quartieri della città, dal centro alla periferia, raccogliendo molteplici testimonianze e interviste: ne emerge l’antichità sommersa di luoghi e accadimenti spesso dimenticati nel frastuono dell’età commerciale, ma dei quali, inconsapevolmente, restano le orme nel vissuto quotidiano.

“Il traghettatore” è la telecamera che si muove tra i quartieri di Pescara, spiega Alessio Consorte, raccontandone le vicende recenti attraverso la dimensione sociale e culturale di variegati personaggi, le cui voci accompagnano direttamente lo spettatore lungo un percorso di conoscenza che diventa anche un viaggio dell’anima. Nel contempo viene acceso un riflettore sull’identità sotterranea di una città che a volte ignora i tesori storico-culturali che custodisce, come ciò che resta della fortezza di Carlo V o dei siti archeologici risalenti all’età romana.

All'inizio della proiezione sono riferite le parole dette da Vittorio Emanuele II nel 1860 quando sostò a Castellamare e a Pescara: “Oh che bel sito per una grande città commerciale. Bisogna abbattere queste mura e costruire su questo fiume un porto e Pescara in men di un secolo sarà la più grande città degli Abruzzi”. Questa frase, pronunciata in quell’occasione dal Bastione San Cristoforo dell’antica fortezza, è passata alla storia non soltanto per una visita che al tempo non era certo usuale, quanto per essersi rivelata profetica. E non si tratta di una storia qualunque ma della grande storia di uomini e donne che hanno creato l’Unità d’Italia.

Il regista auspica che dal sottosuolo emerga un reperto tanto importante da costringere a ritrovare il passato, un passato che riaffiora, quasi a volersi raccontare, come le persone che hanno fatto il film.

Alessio Consorte è un artista poliedrico nel campo della fotografia, della moda, dell’editoria. L’inclinazione verso la fotografia si rivela con la lunga esperienza di undici anni avuta nel campo della moda, lavorando accanto a stilisti di fama mondiale come Versace, Armani, Zegna, Pignatelli. Dotato di inventiva, unisce una naturale creatività a una serie di lunghi viaggi che lo portano nel corso degli anni a vivere prima a Milano, poi in altre capitali europee della moda come Parigi e Londra, fino a New York e Miami dove si stabilisce per diverso tempo. Alle professioni della moda e della fotografia si fondono altri interessi, in particolare per l’arte, la storia e la letteratura. Gli anni del rientro in Italia si arricchiscono di ulteriori esperienze nel campo dell’editoria. Dal 2010 Alessio Consorte diventa editore de Il Democratico. Nel 2013 realizza la mostra fotografica culturale “D’Annunzio & Friends”, riscuotendo successo sia di pubblico che di critica. Attualmente è impegnato nella trasmissione “Uomini e Donne”, condotta da Maria De Filippi su Canale 5.

Recensione
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